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Siena, sviluppi inquietanti nell'operazione Delirio

Novità nell’operazione “Delirio”, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Siena, coordinati da Antonio Sangermano, capo della Procura della Repubblica presso il tribunale per i minori di Firenze, L'indagine, che riguarda la diffusione e la detenzione di materiale pedo-pornografico ed istigazione a delinquere, ruota intorno a una chat, denominata “The Shoah Party”, nella quale erano coinvolti numerosi soggetti minorenni provenienti da varie località del territorio nazionale. Il tutto è partito, nell'ottobre 2019, grazie alla preziosa e responsabile denuncia di una madre alla caserma dell'Arma senese in viale Bracci e ha scoperchiato lo squallore di un mondo sommerso che, in base agli ultimi risultati, affonda anche nel deep web, ovvero nell'internet criptato, dove circolano immagini di efferata violenza, anche in situazioni “live”, in cui agli utenti che sono riusciti ad accedere, viene consentito di interagire in condotte di violenza sessuale e tortura su minori, attuate in diretta da adulti. Tutti atti orribili compiuti principalmente nel sud est asiatico (niente del genere in Italia), che si concludono invariabilmente con la morte del bambino abusato e seviziato. Con un lavoro estremamente complesso, i militari sono riusciti a risalire all’ identità di due giovani piemontesi, entrambi 17enni, un ragazzo e una ragazza. Dalle loro chat è emersa una descrizione dettagliata ed inquietante delle esperienze nel dark web del ragazzo che ne riferisce alla sua amica, soffermandosi sulle cosiddette “red room”,  stanze dell’ orrore in cui gli utenti più attrezzati tecnologicamente riescono ad accedere a pagamento (tramite criptovalute), per assistere a tali aberrazioni. Siamo dunque ben oltre la chat da cui è partito tutto, nell’ ambito della quale decine di soggetti minorenni condividevano immagini e video pedo-pornografici associati ad apologia del nazi-fascismo,

Nel corso delle perquisizioni perfezionate oggi (15 luglio 2020) sono stati rinvenuti e sequestrati telefoni cellulari, personal computer, tablet, chiavette usb e memorie esterne, i cui contenuti verranno successivamente analizzati dai carabinieri.