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Siena, il Capodanno Senese nel silenzio. Il nostro omaggio in musica con il maestro Baldi

Sarà ricordato per sempre il Capodanno Senese del 2020. Per il silenzio delle sue strade, squarciato a mezzogiorno dal suono delle campane degli oratori delle contrade e dal fruscio delle bandiere esposte alle finestre, ma anche per l'intimità spirituale e storica con cui tutti i contradaioli hanno vissuto questo giorno così particolare. Come lo ricordava il Magistrato qualche anno fa: "Una delle caratteristiche fondamentali della civiltà senese è stata lo stretto legame sempre intercorso tra vita politica e vita religiosa della città. La stessa origine del Palio, come conclusione della cerimonia dell'offerta dei ceri e dei censi alla Beata Vergine da parte delle comunità dello Stato senese, è stata definita da Giovanni Cecchini come un'evidente manifestazione di tale legame. Così come lo sono le scritte poste sotto la splendida Maestà di Simone Martini nel Palazzo, pensata per incombere ammonitrice sui reggitori dello Stato con parole di serietà inusuale per la Regina di Siena: ”Ma talor veggio chi per proprio stato/ disprezza me e la mai terra inganna/ e quei che parla peggio è più ascoltato./ Guardi colui cui questo dircondanna”. Parole che tornano attuali, anche in una società ormai fortemente laica, a ricordarci che l'azione terrena della politica non può assicurare il Bene comune se non si richiama a valori superiori: di fede per il credente, di principio per chi invece la fede non ha". Da diversi anni, ormai, i 17 rioni con il Comune e l'Arcidiocesi organizzavano per il 25 marzo un evento pubblico in attuazione dell'antico spirito del ”Cortile dei Gentili”. Una riflessione, che, anno dopo anno, ha cercato di stimolare, mediante il dialogo, la ricerca di elevati valori condivisi, cui ispirare le azioni necessarie per assicurare la convivenza civile. Il 25 marzo, giorno dell'Incarnazione, è stata per secoli una scadenza rilevante per tutto il mondo cristiano, e tanto più per Siena ”Civitas Virginis”, che in quel giorno faceva cadere,  fino la 1749,  l'inizio del nuovo anno. Tutto questo per ritrovare lo spirito originale, che produsse la grandezza della nostra piccola Patria, di cui,  oggi più che mai,  è necessario e opportuno rivendicare agli occhi del mondo il contributo fornito alla civiltà europea. Il Corriere vuole celebrare questo giorno con la "Serenata a Siena" di Mario Mariotti da tutti conosciuta come "Bella meravigliosa" o "Da mille serenate". E lo facciamo con l'interpretazione inedita del grande maestro Franco Baldi che l'ha cantata nel rione dove abita due domeniche fa. La notte in cui tutti i senesi, alle finestre, si sono uniti stringendosi alla loro città e all'Italia in un momento di grande emozione e solidarietà per l'emergenza dovuta al coronavirus.