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Mascherine, carabinieri in farmacia per calmare la gente. L'Ordine farmacisti: "Cittadini esasperati"

Giuseppe Silvestri
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di Gennaro Groppa Rimane l'amaro in bocca tra i farmacisti di Siena e provincia dopo l'episodio avvenuto a Torrita di Siena, dove la tensione tra i clienti in fila e in attesa è salita alle stelle nell'intento di accaparrarsi le mascherine messe a disposizione gratuitamente dalla Regione Toscana e nella paura di rimanerne sprovvisti. Alcuni hanno alzato la voce e se la sono presa anche con i farmacisti che stavano solo facendo il loro lavoro, lamentando che quei dispositivi di protezione che venivano consegnati non bastavano per tutti. E così davanti alla farmacia Bufalini sono dovuti intervenire i carabinieri per calmare gli animi e per evitare assembramenti. “Purtroppo la popolazione è esasperata – commenta Alessio Berti, vicepresidente dell'Ordine dei farmacisti di Siena e componente del consiglio di Federfarma Siena presieduto da Marco Venturi – ma la colpa non è nostra. In quell'episodio specifico la farmacista è uscita per calmare le persone e i clienti se la sono presa anche con lei. Va a finire che a rimetterci sono gli ultimi anelli della catena, vale a dire i farmacisti e i clienti. Noi continuiamo a dire che va benissimo dare una mano in un frangente difficile come l'attuale, ma non è giusto che tutto gravi sulle nostre spalle”. Le mascherine gratuite della Regione Toscana che arrivano quotidianamente nelle farmacie sono poche e non bastano per tutti. C'è stato, tra i clienti, anche chi si è lamentato per la qualità dei dispositivi di protezione, che non sono piaciuti a tutti. Intanto Federfarma Siena e Cispel Siena prendono posizione con una nota per spiegare che non hanno responsabilità sulla vicenda: “In merito alle pesanti lamentele nei nostri confronti circa l'insufficiente distribuzione di mascherine della Regione Toscana – scrivono – si comunica che le farmacie hanno aderito gratuitamente, ma non hanno alcuna responsabilità dell'approvvigionamento nelle farmacie stesse e quindi della quantità disponibile per la distribuzione, che resta in capo alla Regione Toscana”. I farmacisti evidenziano, come si vede chiaramente, che il lavoro è effettuato a titolo gratuito. L'impegno è gravoso, senza che per questo i professionisti ricevano alcun compenso ulteriore. “I tempi del lavoro si sono allungati – afferma Berti – nelle farmacie arrivano clienti che portano due o tre tessere sanitarie alla volta e che chiedono quindi più dispositivi. Siamo preoccupati, le telefonate per avere informazioni si sono moltiplicate, le richieste sono enormi. Oltre a tutte queste persone rimangono ovviamente i nostri tradizionali clienti, che hanno le loro richieste e necessità. Siamo sottoposti ad un vero e proprio tour de force. C'era stata la proposta di far distribuire le mascherine anche ad uffici comunali, ma non se ne è fatto nulla. Se i Comuni fossero disposti ad aiutarci per noi sarebbe un elemento positivo”.