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Siena, il sogno Pd per la Regione: un assessore (Simone Bezzini) e un consigliere

Giuseppe Silvestri
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Nel Pd c'è una certezza: ripetere il risultato di cinque anni fa è quasi impossibile. Allora furono eletti due consiglieri regionali della provincia: Simone Bezzini e Stefano Scaramelli (poi passato a Italia Viva). Ora gli equilibri politici sono completamente differenti rispetto ad allora: la Lega primo partito a livello nazionale e i dem con forza minore (almeno stando ai sondaggi). C'è un altro aspetto da prendere in considerazione. Il candidato governatore di allora, Enrico Rossi, in quella fase era fortissimo. E le percentuali sono ovviamente decisive nella ripartizione dei seggi. Insomma in caso di successo del centrosinistra, il Pd della provincia di Siena con tutta probabilità dovrà accontentarsi di un solo consigliere. Ma c'è una considerazione non indifferente che viene fatta nel partito, anche se per ora a bassa voce. E se Simone Bezzini dovesse centrare un risultato di altissimo valore numerico, tanto da essere preso in considerazione per un posto in giunta? A quel punto si libererebbe un seggio in consiglio regionale. Quindi non più due consiglieri a rappresentare il Senese, ma ancora meglio: un assessore e un consigliere. E' la strategia su cui pensa di lavorare un pezzo del partito. Non solo per non perdere terreno nei confronti degli altri territori toscani, ma anche per rilanciare forte il centrosinistra in una provincia che negli ultimi anni ha perso diverse battaglie fino ad arrivare alla dura sconfitta nella guerra per il Palazzo Pubblico di Siena: una catastrofe di proporzioni storiche. Allora i generali non capirono che stavano sbagliando clamorosamente strategie e guerrieri. Ecco perché le regionali sono viste non tanto come una rivincita, ma come la voglia di gettare le basi per una ipotetica ripartenza. Molto ipotetica, visto che a Siena i volti sono sempre gli stessi.