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Robur, la fine è vicina. Dove trovare 7 milioni di euro?

Andrea Niccolini
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Ancora nessuna novità sul Siena e la fine si fa sempre più vicina. Meno di una settimana e la Robur poi conoscerà il proprio destino che, stando alla situazione attuale, sembra segnato. Fallimento e calcio che sparisce da sotto la Torre del Mangia, con la (remota) possibilità di ripartire dalla serie D. Situazione drammatica, dunque. Ci sono da trovare sette milioni di euro e non si riesce a capire come sia possibile riuscire a trovare ciò che non si è reperito fino a questo momento. Le dimissioni di Massimo Mezzaroma appaiono tardive, e anche il sindaco Valentini non ha perso occasione per sottolinearlo, due giorni fa, mandando altre frecciate velenose alla proprietà. Il consigliere Alberto Parri ha ricevuto, ufficialmente, la delega a trattare con i giocatori per il piano di decurtazione e rateizzazione degli stipendi che potrebbe dare un minimo di respiro a una situazione veramente drammatica. Teoricamente il Siena è senza testa, sebbene l'impegno di Parri sia quello di tentare un disperato salvataggio. Che non può prescindere, però, dal dialogo con la famiglia Mezzaroma, ancora padrona del Siena, con il Monte dei paschi, che detiene le azioni di Mezzaroma in pegno a garanzia dell'enorme debito. E con gli eventuali compratori, Raffaele Tartaglia in testa. Da tutto questo deve scaturire il denaro per sanare le pendenze amministrative e iscrivere la squadra alla serie B. Strada difficilissima e intricata, soprattutto se non c'è il "cash", cioè la liquidità immediata o quasi. Meno di sette giorni sono pochissimi, come detto, per tentare di trovare quello che non si è trovato prima. E, del resto come in passato, non c'è certo grande trasparenza sulla situazione, tanto che dirigenti e interessati si affidano a scarni e saltuari comunicati. La rateizzazione degli stipendi, secondo i rappresentanti del Siena, potrebbe consentire l'iscrizione. Resta da capire chi, anche in caso di abbattimento di questi costi, si accollerebbe la restante cifra da versare, se l'attuale proprietà (soci senesi compresi) o Raffaele Tartaglia in qualità di compratore. E resta da capire come poi, a settembre, reperire il resto del denaro per sanare il resto del piano di cui sopra. Dettagli? Probabilmente sì, visto che la priorità assoluta sarebbe salvare il Siena e iscriverlo alla serie B. Ma dettagli importanti. Nel frattempo, anche nel caso ci fosse una svolta nelle questioni bianconere, il Siena si troverebbe a dover ripartire da zero in quasi tutto: allenatore, direttore sportivo ed anche giovanili, visto che Andrea Innocenti si è accasato al Bari, dopo l'ottimo lavoro svolto negli ultimi due anni con il settore giovanile della Robur. Il suo nome è stato fatto ufficialmente in occasione della presentazione del diesse Antonelli in Puglia. Come se non bastasse, non ci sono più il preparatore dei portieri e il medico sociale, mentre il resto dello staff è in attesa di sapere se rimarrà o meno. Un problema in più, anche se non è questa la priorità attuale: di certo, però, le difficoltà aumentano. Sempre di più. E la fine non si vede. O, meglio, si vede eccome.