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Fedeli (Pd): "I valori del Senese sono quelli di centrosinistra"

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Giuseppe Silvestri
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Gennaro Groppa SIENA - Valeria Fedeli ha una lunga storia da sindacalista. Negli anni Novanta è stata nella direzione nazionale della Cgil. Il suo ingresso in politica è datato 2012; l'anno seguente fu tra le fondatrici dell'associazione “Se non ora, quando?” e alle politiche di febbraio venne eletta senatrice. E' stata vicepresidente del Senato della Repubblica e con il governo Gentiloni ha assunto l'incarico di ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Alle prossime politiche è candidata al Senato nel collegio uninominale Toscana 6, quello che comprende i territori comunali di Poggibonsi, Colle Val d'Elsa, San Gimignano, Casole d'Elsa e Radicondoli. Ministro Fedeli, perché un elettore o una elettrice dovrebbe scegliere il Partito Democratico all'appuntamento con le urne il prossimo 4 marzo? “Il Partito Democratico è la scelta per le cittadine e i cittadini che vogliono per il nostro Paese un futuro di rispetto, di diritti, di lotta alle diseguaglianze, di attenzione ai più deboli, di lavoro e pari opportunità, di educazione, di qualità e di crescita sostenibile. E' la strada che abbiamo percorso in questi anni con azioni concrete sia sul piano dei diritti, e penso al diritto alla maternità per tutte le lavoratrici e le ricercatrici o ancora alle unioni civili, che della crescita e del lavoro. Abbiamo inoltre investito come mai prima sul sapere, in termini di diritto allo studio con la no tax area per le tasse universitarie, di qualità dei processi formativi e di attenzione ai docenti con il contratto rinnovato dopo dieci anni, di infrastrutture con 9,5 miliardi per l'edilizia scolastica. Per chi vuole continuare a cambiare l'Italia con una proposta di governo seria, credibile, mirata a migliorare ancora la vita di tutte e tutti, il Pd è l'unica scelta possibile”. Crede che il “caso rimborsi” possa avere un riflesso importante in quello che sarà il risultato del Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche? “Le elettrici e gli elettori voteranno in modo attento e ponderato, guardando ai programmi, ai valori e alla credibilità di chi li rappresenterà in Parlamento. Il 4 marzo si vota per un'idea di Paese, un'idea che trova espressione in azioni e in misure concrete, in politiche precise. In questo senso, certamente, è paradossale che un Movimento che ha fatto dell'onestà e della trasparenza il suo vessillo almeno a parole venga poi smentito nei fatti”. Quanto peserà a suo avviso la “questione migranti” nell'esito del voto e delle scelte degli italiani? “Quando parliamo di questione migranti sono due gli aspetti da tenere in considerazione. Il primo è che si tratta di un fenomeno che va governato, e sono d'accordo con il ministro Minniti quando dice che governare i flussi è indispensabile per favorire un'integrazione efficace e il rispetto dei diritti sia dei migranti che delle cittadine e dei cittadini italiani. L'aspetto dei diritti è il secondo che mi preme sottolineare, soprattutto quando ci sono in ballo le vite di persone che fuggono da situazioni di conflitto e che hanno diritto all'accoglienza. L'Italia in questi anni ha fatto importanti passi in avanti, affrontando la questione in maniera concreta e ponendola al centro delle responsabilità condivise dell'Unione europea. Su questo cammino dobbiamo proseguire. Rispondendo anche alle paure, ma senza cedere ai populismi e senza dimenticare mai che la nostra Costituzione ci impegna nell'uguaglianza e contro ogni discriminazione e ogni forma di razzismo”. Quanto perde a livello di voti, di dibattito interno e di contenuto politico il Pd dopo la nascita della lista Liberi e Uguali? “Per formazione, per storia, per esperienza personale sono convinta che le battaglie politiche si vincono quando si è uniti, quando non si cede alle divisioni e alle rivendicazioni personalistiche. La sinistra, se vuole effettivamente agire per migliorare le condizioni di vita, non può non avere una vocazione di governo. Il Pd è un partito largo, plurale, maggioritario, che tiene insieme posizioni e anime diverse ma orientate tutte verso un unico obiettivo: agire per il bene del Paese. Oggi il Pd è l'unica opportunità che abbiamo per non lasciare l'Italia nelle mani delle destre, dei populisti e degli incompetenti”. Nel territorio senese le ultime elezioni hanno sempre premiato il Pd e il centrosinistra, sarà così anche stavolta? “Questo è un territorio che conosco, che ho frequentato a lungo, in cui sono stata e in cui tornerò per la campagna elettorale, che sarei onorata di rappresentare in Senato. Un territorio con una storia e una tradizione politica forte, di sinistra, democratica e progressista, antifascista. Valori che credo condizioneranno anche le scelte del 4 marzo. Valori che combaciano con quelli del Partito Democratico”. Un decennio vissuto tra le difficoltà della Banca Monte dei Paschi, con una Fondazione quasi azzerata, e con crisi aziendali in Valdelsa e in varie aree della provincia senese: come vede e immagina il futuro di questo territorio? Il Pd deve sentirsi responsabile di ciò che è avvenuto alla Banca Mps? “Il Senese e tutto il territorio toscano si contraddistinguono per forza, resilienza, capacità di reagire con determinazione. La Banca Monte dei Paschi di Siena è un esempio: sta attuando in questo momento un piano di ristrutturazione in accordo con le autorità europee, grazie a un importante contributo statale. Ma, come ha ricordato qualche giorno fa il ministro Padoan, l'obiettivo dello Stato è far sì che Mps ricominci ad andare avanti da sola. Se il Pd è responsabile di qualcosa lo è della volontà di trovare soluzioni condivise per il bene delle cittadine e dei cittadini”.