Franci (M5S): "Mps sputtanato, deve cambiare nome"

Leonardo Franci

candidato alla camera

Franci (M5S): "Mps sputtanato, deve cambiare nome"

01.03.2018 - 02:00

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Giuseppe Silvestri

SIENA - Leonardo Franci è l’uomo a 5 Stelle nel collegio uninominale 12 della Camera (Siena e Valdichiana aretina). L’annuncio della sua candidatura scatenò più di una polemica. Inizialmente perché i grillini locali non gradirono un catapultato, poi perché di Franci saltarono fuori tessera della Lega e due precedenti candidature alle amministrative. Passata la buriana, il montevarchino si è buttato a capofitto nella campagna elettorale.

Alla fine il sostegno dei grillini senesi c’è stato o no?

“Gli attivisti sono tanti. La vicinanza non è mai mancata”.

Il Movimento però arriva al voto molto diviso.

“E’ un problema interno che dovrà essere risolto come avviene quando ci sono litigi tra figli: interviene il babbo. O la mamma. Non è una questione che devo risolvere io”.

Ciò complica la sua corsa?

“Attivisti e simpatizzanti 5 Stelle sanno come votare. Quelli che dobbiamo conquistare sono gli indecisi”.

Perché devono scegliere voi?

“Nel collegio sono stato l’unico a parlare di proposte concrete. Padoan ha dipinto una situazione in cui tutto va bene e non manca la crescita. Non è così. Ha poi dovuto cambiare idea su Mps: prima sosteneva che non servivano aiuti di Stato, poi la banca è stata nazionalizzata. Deve fare pace con il cervello, politicamente parlando”.

La Lega ha schierato Claudio Borghi, responsabile economia. 

“Ha solo gettato fango sugli altri. Tutte le volte che ha parlato, non solo ha commesso errori e proposto iniziative irrealizzabili (come i mini bot), ma ha puntualmente attaccato sul piano personale. E vogliamo parlare dell’idea dell’uscita dall’euro? I professori (si riferisce anche a Bagnai, ndr) propongono di abbandonare la moneta unica mentre nel programma non c’è una riga sull’argomento. E sappiamo cosa accadrebbe: i risparmi dei cittadini subirebbero un ko tecnico, lo spred sarebbe insostenibile e la situazione delle attività e delle aziende diventerebbe precaria”.

Ma i senesi non potrebbero decidere di votare Fulvio Mancuso, candidato Leu e vicesindaco fino a pochi giorni fa? Tra l’altro si vanta di essere l’unico senese in corsa...

“Non scherziamo. Il codice fiscale di Fulvio, persona che stimo più degli altri due, lo conosciamo bene. Non è questo il punto. E’ una persona competente, ma quando ci siamo ritrovati in un dibattito pubblico si è vista la differenza: noi facciamo proposte concrete per affrontare subito i problemi dei cittadini; lui parla di programmi ideali, bellissimi dal punto di vista teorico, ma poco applicabili e probabilmente irrealizzabili, quantomeno nel breve tempo. Le priorità della gente e degli imprenditori sono altre e noi siamo pronti a dare risposte vere”.

Iniziamo dall’economia.

“Abolizione di redditometro e spesometro; estensione del regime di iva per cassa alle piccole e medie imprese e alle srl semplificate; maggiore deducibilità e detraibilità della spesa di attività d’impresa; mitigazione delle aliquote delle imposte; attività di stimolo nel contesto bancario per la concessione di maggiori crediti alle imprese”.

Parliamo di turismo.

“Finalizzazione dell’imposta di soggiorno che va pagata in maniera proporzionale al costo della camera. I comuni devono rendicontare su come utilizzano quei proventi. Aggiungo: cancellazione definitiva dell’Imu agricola”.

Se venisse eletto, come difenderebbe gli interessi di Siena?

“Al primo posto i risparmiatori. Una cosa deve essere chiara a tutti: su Mps il bello - per modo di dire - deve ancora arrivare. Purtroppo la storia non è conclusa. Nessuno ha il coraggio di dire che è al capolinea. Occorrono misure drastiche. La banca va commissariata e probabilmente dovrà anche cambiare brand perché non credibile”.

Cambiare nome a Mps?

“Certo, perché ora è come un ristorante sputtanato. Se lei acquistasse un ristorante noto perché vi si mangia male, non cambierebbe subito il nome? Ci vogliamo rendere conto che continuando così i risparmiatori perderanno anche i loro depositi? Ne vogliamo prendere atto? Vanno difesi interessi pubblici e chi nella banca versa. E’ una cosa vietata da dire a Siena, ma io lo faccio ugualmente”.

Cosa ne pensa della presenza dello Stato?

“Sono d’accordo. Ma non si deve limitare a metterci i soldi, deve essere attivo anche nella gestione e monitorare di continuo. A me interessa poco se il dg di Mps è Morelli o un altro, l’importante è che chi comanda deve rendere conto allo Stato anche di quante volte va in bagno, visto che parliamo di soldi pubblici”.

Capitolo Banca Etruria?

“La vicenda per come è stata gestita è una tragedia per tutti. Il modo in cui fu varato il decreto salvabanche è ignobile. Il provvedimento è stato approvato dal consiglio dei ministri la sera di domenica 25 novembre 2015 e la mattina dopo i risparmiatori che si sono recati in banca per disinvestire non hanno avuto accesso ai loro conti. Un comportamento meschino e ributtante, indegno di uno Stato democratico. Una tragedia. Per i risparmiatori e tutto il territorio. Per fortuna con l’acquisizione di Ubi Banca e la rivisitazione di costi e ricavi, pare che la vicenda si stia risolvendo, purtroppo con perdita di territorialità. Una cosa sia chiara per Mps, Etruria e qualsiasi altro istituto: dobbiamo rimborsare chi va rimborsato. E velocemente”.

Cambiamo argomento, parliamo di Valdichiana.

“La crisi economica non è affatto superata. Nei nostri incontri sul territorio ci siamo concentrati sui alcuni temi come agricoltura e caccia. Non è la stazione dell’Alta velocità a interessare, se ne è accorto anche il Pd. C’è l’esigenza di una maggiore valorizzazione e protezione delle eccellenza territoriali. Da un lato gli agricoltori e i giovani imprenditori chiedono più sostegno nel momento della concessione del credito, per evitare che gli investimenti siano solo maggiori indebitamenti. Dall’altro c’è la necessità di tutelare le produzioni e difendere il made in Italy, visto che spesso la concorrenza dall’estero cannibalizza i prodotti locali.Non vogliamo affatto l’abolizione della caccia come qualcuno vuole far credere. E’ necessaria una attività di selezione proprio per aiutare agricoltori e allevatori, danneggiati da ungulati e lupi. Serve una sinergia che ora non c’è”.

Altro tema: la sicurezza.

“Siamo il secondo Paese al mondo per morti da arma da fuoco, dopo gli Usa. Sfido qualsiasi leghista a caricare una pistola, puntarla e sparare con freddezza. Assurdo: la legittima difesa non va intesa come sostengono loro. Per garantire sicurezza occorre capillarità delle forze dell’ordine che devono avere mezzi e possibilità per intervenire. Vanno assunti almeno 10mila nuovi agenti”.

Come fanno gli elettori ad essere certi che lei non sarà un altro grillino furbetto che promette la restituzione di parte del compenso e poi non lo fa?

“Ho 34 anni e la partita Iva da quando ne avevo 27. Ho sempre campato grazie alla mia azienda e se potessi seguirla anche da Roma, restituirei lo stipendio di parlamentare per intero. Purtroppo non è possibile, ma credo che i compensi attuali, superiori a quelli del presidente Usa, siano fuori da ogni logica. 3.500 euro netti al mese bastano e avanzano. Restituirò: sono uno che non ha mai imbrogliato”. 

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