Vasca volano di Macherio-Biassono pronta in primavera

Vasca volano di Macherio-Biassono pronta in primavera

In Brianza in 4 anni realizzati 8 bacini di laminazione delle acque

14.09.2019 - 01:17

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Roma, 13 set. (AdnKronos) - Visivamente, il bacino di laminazione delle acque, dalla caratteristica pianta a trapezio, ha già assunto la sua forma definitiva. Restano da realizzare la copertura e tutti i collegamenti con la rete fognaria. A poco più di un anno dall’avvio della costruzione della vasca volano di Biassono - Macherio, BrianzAcque ha voluto fare pubblicamente il punto sullo stato di avanzamento dell’opera.

Nell’arco di 13 mesi, sono stati eseguiti oltre la metà dei lavori che hanno raggiunto quota 65%. Salvo imprevisti, la vasca di laminazione delle acque sarà pronta per la primavera 2020. Dati e informazioni più che lusinghieri, annunciati nel corso del sopralluogo al cantiere, effettuato in mattinata dal Presidente e Ad della monoutility dell’idrico locale, Enrico Boerci accompagnato dal Presidente della Provincia, Luca Santambrogio, dai Sindaci dei due comuni su cui insiste l’importante infrastruttura, Mariarosa Redaelli primo cittadino di Macherio e Luciano Casiraghi di Biassono e dall’assessore di Sovico, Diego Terruzzi, che con Vedano al Lambro sono le altre due municipalità che, potranno beneficiare degli effetti anti-allagamenti svolti dall’attesissima opera pubblica, insieme a una minuscola fascia di Monza.

Con gli inizi della prossima primavera, commenta il presidente e ad di BrianzAcque, Enrico Boerci, "consegneremo al territorio e la collettività un’opera necessaria e fondamentale per la protezione da allagamenti ed esondazioni, causati dalle sempre più ricorrenti conseguenze dei mutamenti climatici e dall’urbanizzazione massiccia. Questa è l’ottava vasca che ci accingiamo a completare, tre saranno cantierizzate entro fine mese con l’obiettivo finale di dotare il territorio di 150 bacini".

Interrata a una profondità media di circa 12 metri, la vasca interessa un’area a cavallo tra i due centri urbani, a lato della Strada Provinciale 6, vicino a un insediamento commerciale. Costruita in calcestruzzo armato è suddivisa in due comparti: uno, per la raccolta delle acque di prima pioggia e uno, di dimensioni più grandi, per la laminazione delle portate di piena. Ha una capienza complessiva di 22 mila metri cubi.

Il meccanismo d’azione si rifà a quello di altre opere 'gemelle': accogliere temporaneamente il surplus di acque e quindi, rilasciarlo nelle condutture quando l’evento meteorico di particolare violenza o intensità è terminato. In particolare, la vasca di Biassono-Macherio permetterà di scongiurare il sovraccarico idraulico del collettore principale Est Monza-Sovico, riducendone fortemente il rischio di funzionamento in pressione e di esondazione.

Particolarità assoluta dell’intervento, è rappresentato dalla realizzazione di diaframmi in cemento armato lungo l’intero perimetro della vasca, che scendono fino ad una profondità di 20 metri sotto terra, corrispondenti grosso modo a circa -8 piani. Un intervento ingegneristico di livello, necessario per poter eseguire in sicurezza tutte le attività di scavo, senza interferire con i vincoli infrastrutturali presenti nella aree limitrofe come la strada provinciale n.6, la via Don Gnocchi (unica strada di accesso al complesso commerciale) e ,a Sud, la futura strada Pedemontana.

L’opera pubblica è stata appaltata da BrianzAcque, gestore unico del sistema idrico integrato nella Provincia di Monza e Brianza, per un importo pari a 5,575 milioni di euro. Sono a carico del soggetto appaltatore anche gli 8 mesi di gestione iniziale.

Il sopralluogo al manufatto di Macherio- Biassono ha costituito anche l’occasione per affrontare a 360° il tema delle vasche volano e della loro stategicità nel contrastare bombe d’acqua ,nubifragi, temporali; strutture idrauliche che fanno da antidoti alle precipitazioni violente e copiose, generate dai cambiamenti climatici in un bacino di gestione che risulta tra i più urbanizzato d’Italia, con conseguente cementificazione. Di invasi artificiali, concepiti per immagazzinare le acque in eccesso rispetto alla rete fognaria di valle per poi rilasciarle gradatamente a perturbazione meteorica conclusa, ne sono state realizzate 8: a Desio, Arcore, Bernareggio, Ronco Briantino, due ad Agrate Brianza e a Nova Milanese che con i suoi 44 mila mc di volume, corrispondenti ad un campo di calcio, rappresenta 'l’ammiraglia' di questo genere di opere. Macherio-Biassono è in dirittura di conclusione.

Entro fine settembre, apriranno i cantieri per edificarne di nuove a Busnago, Agrate Brianza e Arcore. Altre sei sono in corso di progettazione. BrianzAcque continuerà ad investire strategicamente su questa tipologia di infrastruttura idraulica con un ambizioso obiettivo finale: raggiungere quota 150 bacini per un volume complessivo di 500 mila metri cubi ottimizzando così l’intera rete fognaria del bacino d’ambito servito.

Fin dalle alluvioni di fine 2014, sottolinea il presidente e ad di BrianzAcque, Enrico Boerci, "abbiamo ben compreso che, per far fronte ai mutamenti climatici, occorreva rifiutare una logica emergenziale e puntare sulla realizzazione di strutture idrauliche a carattere preventivo così da aumentare la resilienza del sistema Brianza, dei suoi comuni, della sua gente che lavora e produce, agli effetti delle precipitazioni violente e improvvise sempre più frequenti".

Grazie agli interventi di BrianzAque, rileva il presidente della Provincia MB Luca Santambrogio, "stiamo dotando alcuni Comuni di strutture che permettono di contenere e prevenire i danni che le sempre più frequenti precipitazioni idrauliche possono causare. Dobbiamo essere consapevoli che di fronte ai problemi legati ai mutamenti climatici dobbiamo fare di più. E la presenza della Provincia oggi vuole dare un segnale in questa direzione. Stiamo mettendo a punto due importanti strumenti urbanistici: il Ptcp e il Pums. Con il primo si inciderà fortemente sulla riduzione del consumo di suolo e, anche attraverso la rigenerazione, su una componente essenziale che aumenta la capacità del territorio di assorbire acqua; con il secondo, invece, anche attraverso azioni sperimentali, si potrà incidere sulla riduzione delle emissioni in atmosfera".

Le vasche, aggiunge il direttore del Settore Progettazione e Pianificazione, ing. Massimiliano Ferazzini, "volano sono una delle strategie possibili per promuovere l’adattamento dei centri urbani ai cambiamenti climatici. Adattarsi significa agire concretamente contro gli effetti del climate change, diminuendo la vulnerabilità ambientale e implementando al contempo la resilienza, ossia la capacità di reagire ai fenomeni, migliorandosi sempre di più". Naturalmente, i bacini di laminazione delle acque sono solo una delle soluzioni per far fronte agli eventi meteo estremi: BrianzAcque sta applicando sul territorio servito, il concetto di invarianza idraulica ed idrologica così da ridurre l’apporto delle acque meteoriche che finiscono nelle fognature, anche agendo su aree green con effetto spugna.

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