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Trafficavano cocaina, bastava un messaggino telefonico

Federico Sciurpa
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Avevano almeno un centinaio di giovani clienti che rifornivano soprattutto di cocaina, acquistata con l'invio di un semplice messaggino telefonico. A mettere in piedi la vasta rete di spaccio, tra le province di Siena e Arezzo, una banda di albanesi, che poi spedivano i soldi guadagnati in Albania. A mettere fine a questa attività illecita sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Siena, che hanno eseguito nelle province di Siena e Arezzo un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone (due arresti in carcere, tre obblighi di dimora e un ordine di presentazione alla polizia giudiziaria) per spaccio di sostanze stupefacenti. In tutto 20 gli indagati. L'operazione dei militari dell'Arma ha permesso di sgominare la banda di albanesi a capo della quale ci sarebbe stato un 29enne finito in carcere. Tutto è partito da indagini, anche tecniche, svolte nell'area della Valdichiana senese e aretina, con intercettazioni telefoniche e ambientali, frequenti appostamenti anche notturni nei boschi e sequestri di stupefacenti. L'inchiesta, hanno spiegato gli investigatori, ha permesso di definire i ruoli e i compiti degli appartenenti al gruppo criminale, evidenziandone le responsabilità nello spaccio quotidiano di cocaina, nelle province di Siena e Arezzo, tra il giugno 2017 e il febbraio 2018. I carabinieri hanno individuato anche i canali di approvvigionamento dello stupefacente dall'Albania e dal nord Italia. Il denaro ricavato dallo spaccio veniva poi spedito in Albania, al fine di renderne difficoltoso il sequestro. Gli spacciatori contavano su appoggi logistici localizzati in Italia e in Albania con carichi mensili di oltre un chilo di cocaina pura all'80/85%. Nel corso dell'operazione, sono state eseguite anche 6 perquisizioni nei confronti dei soggetti destinatari delle misure cautelari.