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Siena, caso delle suore ribelli: la procura non intende interferire

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La Procura di Siena avrà un ruolo marginale in relazione alla delicata vicenda delle suore ribelli del convento di Maria Tempio dello Spirito Santo a Pienza, richiamate all'ordine dai superiori per alcuni atteggiamenti reputati non consoni, tra cui la vendita online di prodotti, mercatini per la strada e una presenza considerata eccessiva e disinvolta nei social. L'autorità giudiziaria ha infatti aperto un fascicolo modello 45, atto non costituente notizie di reato, dal momento che la vicenda ha interessato i Carabinieri locali che si sono portati sul posto per controllare la situazione - vista la tensione creatasi tra le suore e le autorità loro superiori - ed hanno raccolto testimonianze e sommarie informazioni. La Procura non andrà oltre a ciò, anche perché la vicenda non presenta reati da approfondire ma meramente questioni interne alla Chiesa, e attinenti alle regole dell'ordine benedettino e del convento, dunque rientranti nel perimetro della giustizia e del diritto ecclesiastico.

 


Le 13 suore, che non accettano la sostituzione della madre superiora, Diletta Forti, sono state diffidate nelle scorse settimane con un atto formale da un legale della Diocesi, anche alla luce di alcuni comunicati pubblici comparsi anche sui social dove le suore avevano espresso critiche contro alcune disposizioni assunte dalla Santa Sede. Adesso le istituzioni religiose lavorano con diplomazia per ricucire il clamoroso strappo mentre le suore si sono trincerate nel più completo silenzio, sostenute da molti cittadini.