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Siena, il progetto Birra Bader nato dal sogno di un innamorato della città

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Grafico, comunicatore, autore di libri, appassionato di fotografia. E poi viaggiatore, curioso, all'occorrenza anche topo di biblioteca o d'archivio, se i progetti lo richiedono. Ma soprattutto senese, contradaiolo e interessato a tutto ciò che riguarda la storia della città. Tutto questo, ma anche molto altro, è Marco Cheli. Negli anni della pandemia, è riuscito nell'impresa di ottenere l'uso dell'Entrone nei giorni dedicati al Palio, e lo ha riempito: non di cavalli, barbareschi e sana tensione, ma di persone accorse per la presentazione di un suo volume, imponente e ambizioso, che racchiude la storia fotografica dei fantini che vogliono correre in Piazza. Non i big, dunque, ma i ragazzi che lasciano la Sardegna inseguendo un sogno (uno di loro, Antonio Mula, lo ha realizzato proprio lo scorso luglio). Il titolo? Fortza Paris, grido di battaglia dei guerrieri dell'isola.

 

 

L'altro traguardo raggiunto, sempre nei giorni in cui imperava l'emergenza sanitaria che tarpava le ali a qualsiasi azzardo, è stato il lancio di un nuovo progetto: quello del recupero della birra Bader, la prima nella storia prodotta a Siena. Tutto nasce da una fotografia di inizio Novecento, in cui si vede una sorta di edicola alla Lizza che fa vendita diretta di prodotti, su cui campeggia la scritta Birra Bader. Tanto basta per accendere la voglia di scoprire quel qualcosa in più che oggi ha portato questo personaggio ad aprire il primo locale del progetto Bader, in via di Pantaneto. “La caccia a ogni singolo particolare negli archivi - racconta lui stesso - è iniziata prima del 2020 e ha portato a realizzare il nuovo marchio, che ho subito depositato. Inoltre, per un caso fortuito, questo lavoro certosino mi ha portato a conoscere i discendenti di Guglielmo Bader, il titolare di quell'azienda, e loro mi hanno fornito ulteriori testimonianze, la foto utilizzata nell'etichetta e alcuni boccali originali d'epoca. Oggetti, tra l'altro, che stiamo continuando a cercare”.

A Siena, però, il nome è già apparso alla fine del 2020 nel cuore della contrada della Torre con il locale Fabbrica Bader: "Inizialmente avevo deciso di condividere il mio Il progetto commerciale con dei soci, poi visioni ed esigenze che non collimavano più ci hanno portato a prendere strade diverse e i miei ex compagni di viaggio hanno aperto Fabbrica Bader, ma ci tengo a sottolineare che quello che adesso mi vede coinvolto è una cosa diversa, indipendente. Con la realtà di via della Manna non ho niente a che vedere, nemmeno in passato, anche se le auguro tutto il meglio, ci mancherebbe".

 

 

Qual è allora l'anima del progetto? "La voglia di raccontare al mondo la filosofia che c'è dietro al prodotto e la storia di una Siena non troppo antica, che si respira anche solo guardando i quadri alle pareti. Ovviamente, è tutto in divenire, tanto è vero che, rispettando fedelmente la filosofia del brand, tra qualche giorno sveleremo un nuovo prodotto. Arriva infatti la sorella maggiore, una rossa dalle note leggermente tostate e con un grado alcolico relativamente basso. Poi ci sarà anche una weizen dal gusto molto profumato, ma che si farà pregare per un altro mese ancora prima di palesarsi. Con l'arrivo dell'estate, invece, ci sarà una piccola sorpresa che andrà, per ora, a completare la gamma dei prodotti, oltre alla birra senza glutine, già presente”.