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Siena, il fantino Tamurè ripensa al suo debutto: "Tutto con le mie forze, non c'è dietro Tittia"

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Il 2022, a Federico Guglielmi, ha portato una grande gioia, la più sognata, ma anche un forte dolore proprio nel finale. Qualunque cosa la vita riservi alla sua carriera, l’anno che è appena andato in archivio rimarrà per sempre, in maniera indelebile, quello del suo debutto in Piazza, che si è concretizzato dalla quarta prova del Palio dell'Assunta, quando la Giraffa ha deciso di non puntare più su Michel Putzu. Dal 16 agosto mattina, quindi, il tufo ha un nuovo protagonista con cui fare i conti: il suo nome di battaglia è Tamurè, come un goliardico stornello che tutti conoscono e canticchiano fin dalla più tenera età. “Finalmente il mio momento è arrivato - commenta il fantino. - Ci voleva proprio: era tanto che aspettavo, e quando sembravo sul punto di debuttare, ci si è messa anche la pandemia. Affrontare il Covid è stato duro per tutti, ma per chi doveva mettersi in mostra e dimostrare il proprio valore, è stato uno svantaggio maggiore”. Per le prime tre prove, però, tutte le monte sembravano assestate, poi la svolta improvvisa: "Dico la verità, un po' me l'aspettavo. Nel senso che il rapporto con la Giraffa c’era già da tempo, e quando si è creata l’esigenza di questo cambio, speravo che la dirigenza pensasse proprio a me. La telefonata è arrivata abbastanza tardi, a notte inoltrata, e lì per lì ci ho messo un po’ per realizzare che era tutto vero. Ma a trovare la giusta carica ho impiegato un attimo".

 

 

Michel Putzu, che evidentemente non aveva trovato il giusto feeling col barbero Arestetulesu, è un uomo di fiducia di Giovanni Atzeni. Inevitabile quindi che si siano diffuse immediatamente le voci che sia stato Tittia a mettere a cavallo Guglielmi, in una contrada amica, per non stravolgere le strategie che aveva intessuto. "Lo dico in tutta sincerità - replica Tamurè, - mi è scocciato tanto. Il Palio è fatto di chiacchiere, e ognuno ha il diritto di dare la propria interpretazione. Io rispetto il pensiero di tutti, ma allo stesso tempo credo di essere arrivato a correre con le mie forze. Non devo ringraziare nessuno, se non la dirigenza della Giraffa che mi ha dato l'opportunità di dimostrare quello che so fare. Ognuno la può pensare come gli pare, ma se uno si ferma a ragionare, e guarda le cose in maniera obiettiva, è evidente che, se le cose hanno preso questa piega, è perché mi sono sempre fatto trovare pronto in qualsiasi momento e per qualsiasi evenienza. E chi doveva fare determinate scelte lo sapeva e si è fidato". Il ghiaccio è rotto, dunque. Si sono aperti nuovi contatti con le consorelle? "Diciamo che questa volta sto passando un inverno più caldo. Altro non posso aggiungere".

 

 

Come si diceva, il 2022 si è chiuso con una ferita nel cuore di Federico: la scomparsa dell'ex fantino Pel di carota, con il quale c'era un legame speciale: "Arturo Deiana era un amico vero, con la A maiuscola. Persona buonissima e squisita, per me c'era sempre in ogni momento, in quelli bui come in quelli belli. Aveva sempre una parola o una chiamata pronta per sentire come stavo. Nella mia vita era una presenza eccezionale”.