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Siena, Stefano Bisi ricorda Lello Ginanneschi: "Giornalista poliedrico, umanamente molto dolce"

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Raffaello Ginanneschi era tante cose: dirigente di contrada per la sua Giraffa, appassionato di viaggi in solitaria con la sua bicicletta, figlio della sua Siena, speaker al palasport e tante altre cose. Ma era anche e profondamente un giornalista.

 

 

L'inizio della carriera di Lello coincide con un nome e una persona: Stefano Bisi, a capo di tutte le più importanti avventure da lui vissute sulla carta stampata, dalla Gazzetta di Siena, dove il primo articolo che gli fu commissionato riguardava l’arrivo di Bob Thornton alla Mens Sana, fino al Corriere di Siena (faceva parte della pionieristica redazione che mandò in edicola il primo numero, il 9 marzo 1995), passando da Il Giovedì. “Conoscevo Lello da una trentina di anni - racconta oggi Bisi imbrigliando a stento il suo dolore - e ho ricordi personali che, essendo intimi, preferisco tenere per me, nel mio cuore. Professionalmente, mi ha sempre colpito la sua poliedricità. Sapeva passare dal basket alla vita cittadina al Palio, settore nel quale, a mio parere, era il più grande esperto che ci fosse. Grazie alle sue competenze, inventammo le schede di ogni cavallo, che ancora oggi vengono pubblicate dal Corriere di Siena."

 

 

 

Anche l'aspetto umano non passava in secondo piano: "Era coinvolgente la dolcezza che lo animava quando parlava della nipote, con la quale aveva un legame fortissimo. Ricordo l’entusiasmo con cui affrontava il Cammino di Santiago de Compostela. Una volta andammo a riprenderlo a notte fonda, insieme al comune amico Roberto, a Ciampino, al ritorno da questa esperienza. Era stanco ma raggiante. Sapevo che non stava bene e per questo lo chiamai un paio di mesi fa. Finimmo con il commuoverci tutti e due. Ora mi piace pensarlo nel mondo dei giusti, insieme a Stefano Bellaveglia, a cui era molto legato”.