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Gaia Tancredi, presidente Lilt: "Ciao Lello, un buono sempre attento con tutti"

Gaia Tancredi *
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Lo so Lello, nessuna retorica, nessuna celebrazione, profilo basso. Mi sembra di sentirti: “Gaina per piacere stai buonina, non perdere tempo a scrivere di me”. Lellino, mi sto chiedendo anche io se sia giusto raccontare ciò che so di te, dopo quarant’anni e oltre di amicizia. Ciò che sei stato, che siamo stati, ciò che mi hai lasciato e ci hai lasciato, tutte le tue attenzioni, i sorrisi, gli scherzi, il tempo speso insieme a scuola, in redazione, fra gli amici comuni. Quanta strada, quante storie. Serve raccontare tutto questo? Sì Lello, serve e sai perché? Lo avverto bene ora che le dita battono sulla tastiera, fra le luci e le ombre degli occhi velati, serve, eccome. Serve perché chi legge e non ti conosce abbastanza deve sapere quanto sei stato buono, disponibile, affettuoso e attento con tutti coloro a cui volevi bene e allo stesso modo con chi conoscevi appena. Per un’innata e profonda capacità di entrare in sintonia con le vibrazioni di chi hai conosciuto in questa vita troppo breve, troppo, per una persona preziosa come te. “Ovvia smettila, hai detto già troppo”, così mi diresti, a questo punto. Scusa, vado avanti, non ho finito. Ora voglio ringraziarti per avermi regalato la parte più gioiosa di te, ma anche quella malinconica che ogni tanto si affacciava e ti imponeva di cambiare registro. Quella sana malinconia che soprattutto negli ultimi anni invadeva d’improvviso le nostre conversazioni. Ma poi arrivava il pellegrinaggio in bici o il viaggio in solitaria e tutto passava: li chiamavo i viaggi della speranza, ricordi, per prenderti in giro, per te erano ossigeno e rinascita. Dopo tanta strada macinata in bici, trovavi ogni volta le motivazioni migliori per riprendere il cammino, carico di creatività fino a scrivere libri e diari delle tue nuove esperienze. Sei stato un giornalista e uno scrittore di qualità, un conduttore televisivo imbattibile, narratore del Palio spigliato e soprattutto competente come pochi, un dirigente della Cna di spessore e un contradaiolo vero, fino a meritarti il ruolo di priore, anche se per pochissimo tempo. E te ne sei andato nel giorno in cui un anno contradaiolo finisce e uno nuovo comincia. E per un gioco bizzarro del destino è il giorno in cui ho perso un altro grande uomo della mia vita, priore come te, anche se in Fontebranda si dice governatore, proprio quel giorno in cui ogni anno mi mandavi un pensiero, immaginando che fossi un po’ più triste di tutti gli altri giorni dell’anno. Anche questo non è da tutti. Negli ultimi anni abbiamo incrociato ancora una volta i nostri destini, sviluppando progetti a favore della prevenzione oncologica, a quei progetti credevi tanto. Abbiamo portato medici e strumenti dappertutto per permettere agli artigiani della provincia di sottoporsi a esami di controllo. Altro che bizzarro il destino, è stato proprio infame, ti ha fatto conoscere quella malattia contro la quale hai spontaneamente combattuto, attraverso le tue campagne di prevenzione. Avrei da scrivere tanto altro Lello, ma forse hai ragione, devo finirla qui, certa che tutto questo bagaglio ricco di umanità e di affetto rimarrà per sempre. Ciao Lellino.

* Presidente della Lilt di Siena