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Siena, l'invito del cardinale Lojudice: "Portiamo lo spirito del Palio nella lotta quotidiana contro male e meschinità"

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Il Capodanno senese, con l'apertura del nuovo anno contradaiolo dopo quello che ha visto il ritorno del Palio dopo la pandemia, è stato caratterizzato dalla tristezza per la scomparsa di Raffaello "Lello" Ginanneschi, ma anche dal concetto, ribadito a più riprese, che i senesi, ancora una volta (come da sempre è successo), si rivolgono alla Vergine nei momenti di difficoltà. Lo ha sottolineato, nel suo intervento, il Rettore del Magistrato delle contrade, Gianni Morelli, aggiungendo poi che "le istituzioni hanno fatto tutto il possibile per salvaguardare le nostre tradizioni dimostrando amore per la città”.

 

 

La speranza e l'auspicio formulati in Duomo, in occasione delle celebrazioni per Sant'Ansano, è che il 2023 sia un anno sereno e che tutti i riti che scandiscono i ritmi di Siena, con in testa il Palio, possano svolgersi in modo tranquillo. "Le parole chiave che devono guidarci - ha concluso Morelli - sono unione, partecipazione e missione: il tutto per tutelare e per tramandare ciò che abbiamo ereditato dai nostri genitori”. 

 

 


Di ampio raggio, con spunti internazionali, il discorso tenuto dal cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena, Colle Val d'Elsa e Montalcino: “Lo spirito di combattimento che caratterizza il Palio – ha detto – deve essere il segno della lotta della vita contro il male, contro le miserie, contro le meschinità. La guerra deve finire, e ognuno deve fare la propria parte. Chiediamo che Sant’Ansano, primo battezzatore dei senesi e primo a dare la vita per questo, ci spinga a percorrere, pieni dello Spirito santo, il cammino che può farci spezzare il pungiglione della morte che incombe su ognuno di noi, e che sappiamo di dovere un giorno incontrare”.