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Siena, presunte torture in carcere a Ranza. Il perito Paride Minervini: "I detenuti non potevano vedere, la cella più vicina distante 36 metri"

Claudio Coli
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Ultima udienza dibattimentale ieri del lungo processo sui fatti del carcere di Ranza a San Gimignano, dove secondo gli inquirenti, l'11 ottobre 2018, un detenuto di nazionalità tunisina subì un pestaggio nel corso di un trasferimento di cella da parte di 15 agenti di polizia penitenziaria. 

 

 

Cinque operatori come noto sono a giudizio, per lesioni aggravate, falso ideologico e tortura. Ieri al tribunale di Siena, dinanzi al collegio presieduto dal giudice Simone Spina, spazio agli ultimi testimoni e consulenti. A relazionare in aula per primo è stato Paride Minervini, perito balistico, per le difese, che ha parlato gli angoli di visuale interni delle celle, dal momento che alcuni detenuti hanno affermato di aver assistito al presunto pestaggio a danno dell’immigrato nordafricano.  Il consulente, però, nel corso dell’udienza dibattimentale che si è svolta ieri pomeriggio ha spiegato come questo non sia potuto essere tecnicamente possibile, nemmeno con il blindo aperto, dal momento che dalla cella più vicina al punto della presunta violenza c'era comunque una distanza di 36 metri.

 

 

 

 

Dopo ha parlato Pietro Pietrini, psichiatra, che ha confermato l'assenza di trauma psichici post evento da parte del nordafricano presunta vittima, e infine è stato sentito un detenuto. Il 15 dicembre prenderà il via la discussione, con il pubblico ministero Valentina Magnini che farà le sue richieste di pena, poi le parti civili che proseguiranno il 22 dicembre quando inizieranno i difensori degli imputati, a partire dall'avvocato Nicola Anelli fino ai colleghi Fabio D'Amato e Manfredi Biotti il 24 gennaio, poi forse servirà una data successiva per repliche e sentenza di questa complessa vicenda. Lo stesso avvocato Biotti, al termine dell'udienza di ieri a palazzo di giustizia, ha riprodotto circa 1500 pagine di indagine difensive già fornite durante l’udienza preliminare.