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Banca Mps, uscita per 4.125 dipendenti: adesso il maxi esodo è completo

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Aldo Tani
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Per tutti loro non c’è domani. Gli affetti, le passioni e il tempo libero riempiranno il vuoto, ma una parte di vita se ne è andata per sempre. L’effetto melodrammatico non è voluto. Bastano le parole di chi ieri ha detto addio a Mps dopo quarant’anni. Sono in 4.125 che, su base volontaria, hanno acconsentito a lasciare in anticipo l’istituto di credito per andare incontro alla richiesta dei vertici aziendali. Ne beneficeranno i conti, oltre 300 milioni annui i risparmi previsti dal 2023, e ne conseguirà una maggiore capacità attrattiva nei confronti del mercato. Un capitolo che sarà sviscerato nei prossimi mesi. Adesso l'attenzione è per chi si è "sacrificato" per la causa.

 

 

 

Per loro e soprattutto per chi è rimasto, sarebbe ingeneroso scenari di aggregazioni, vendite o simili. Stefano Sanniti è di quelli che ha deciso di farsi parte. Porta con sé 41 anni di storia dentro la banca: "Sono entrato nel 1981. A parte un anno per il servizio militare, non mi sono mai mosso. Questa volta però è diverso. La banca aveva delle necessità e ho cercato di dare il mio contributo. Avevo ancora due anni di fronte, ma fatta tutta una serie di considerazioni, ho pensato fosse giusto non tirarmi indietro". Per arrivare all'ultimo giorno ha avuto alcuni settimane per prepararsi, ma "quando è il momento non si è mai pronti". Le ultime ore le ha passate a liberare la scrivania e a passare le consegne: "Non è semplice. Quando mi sono trovato a raccogliere gli oggetti, mi sono passati davanti tanti momenti. Poi però tutto passa e a quel punto, chiusa la porta si guarda avanti". Uno degli ultimi pensieri è per i colleghi: "Oltre alle questioni tecniche, mi piacerebbe che avessero appreso cosa significa questo luogo". Un'istituzione per Siena e per i senesi, nonostante da tempo sia un po' acciaccata. "È cambiata tanto e purtroppo si è portata dietro vicende poco piacevoli. Però Siena ha sempre un valore, almeno per quelli che hanno conosciuto anche un'altra stagione", sottolinea Stefano. "Purtroppo si è perso anche l'attaccamento di un tempo - aggiunge -. Normale quando ti allarghi e noi lo abbiamo fatto in maniera evidente. C'è un sentimento diverso". Se l'avventura di Sanniti finisce qui, sul campo restano 17 mila dipendenti: ieri erano oltre 21 mila. Da giorni il loro benessere è al centro dell'interesse dei sindacati.

 

 

"Si conclude il percorso lavorativo di 4125 colleghi che hanno reso grande la storia di Banca Mps e che negli ultimi 12 anni hanno collaborato e lavorato per cercare di far uscire la banca dalla crisi in cui era entrata. Con questo ultimo atto, con grande senso di responsabilità e attaccamento all'azienda, si sono convinti ad aderire all'esodo che ha garantito loro condizioni ottimali tramite l'accordo raggiunto con la banca", ha affermato Alessia Silvestri, neo-segretaria responsabile della Sas di Complesso Mps First Cisl, che poi si è soffermata sul futuro di Rocca Salimbeni: "Il piano industriale elaborato dall'ad Luigi Lovaglio, attraverso una adeguata e rispettosa concertazione con i sindacati, consentirà a tutti i colleghi che in questi anni hanno dimostrato grande senso di appartenenza, di concludere il percorso di risanamento dell'azienda che, ci auguriamo tutti, potrà restituire alla Banca più antica del mondo il ruolo centrale che merita e che nel tempo ha esercitato a servizio dell'economia del Paese".