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Elezioni 2023, primo incontro pubblico di Montomoli candidato sindaco: "Siena non è cresciuta con la stessa velocità di altre città"

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La luce dei riflettori l’ha solo sfiorato. Emanuele Montomoli però non ha colpe. Tutto era apparecchiato per dare alla seconda ufficiale da candidato sindaco, dopo il tentativo appena accennato di due mesi fa, la parvenza di un deciso scatto in avanti nell’ottica di conquistare Palazzo Pubblico.

Il manager di Vismederi ha abbozzato a grandi linee il programma, risposto alla domande del pubblico e fatto gli onori di casa con un rinfresco finale. Tutto nella norma insomma. Peccato che la platea sia riuscita a rubargli la scena. Impossibile non notare alcune protagonisti dell’attuale stagione politica e di quelle passate. Intanto due esponenti di primo piano del centrodestra, come Enrico Tucci, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, e Fabio Massimo Castellani, consigliere comunale. Poi il costruttore Marco Paglialunga, che nel 2018 aveva appoggiato la corsa di Luigi De Mossi, e il consigliere comunale Mauro Marzucchi.

Situazione interessante anche sull’altro fronte. L’ex sindaco Maurizio Cenni, in una delle rare uscite pubbliche, l’ex sindaco renziano di Castelnuovo Berardenga, Roberto Bozzi. E ancora l’ex consigliere comunale Pasquale Cappelli, che nella precedente legislatura sosteneva il sindaco Bruno Valentini. Questa lista potrebbe essere anche più lunga, aggiungendo sindacalisti e altri rappresentati (o ex) delle massime istituzioni cittadine.

Ciò toglierebbe spazio a Montomoli, sebbene questo scenario rappresenti alla perfezione il suo quadro politico attuale. D’altronde lui, nella propria sostanza civica, ha sempre ribadito che i partiti non sono il male assoluto. “Mi spiace vedere solo tutto l’astio che si registra da una parte e dall’altra”, ha aggiunto adesso. Non a caso quando il Terzo Polo si è detto pronto a sostenerlo, lui ha incassato volentieri. Basterà? Certamente no, è Montomoli è il primo a esserne consapevole. “Vedremo che rapporti matureranno nei prossimi mesi”, ha spiegato, evidenziando anche la possibilità di non essere per forza un’alternativa a Fabio Pacciani: “Magari in fondo non ci saremo entrambi”. Intanto ci è andato a pranzo: “Mi voleva chiedere del Biotecnopolo”.

Con Montomoli si parte inevitabilmente da lì. In uno dei pochi comunicati usciti in questi mesi di silenzio, il dirigente di Vismederi esortava il Comune a farsi avanti per rientrare tra i soci fondatori. Non c’è dubbio che la pensi ancora così, ma la versione attuale è differente: “Ci sono più di 300 milioni che saranno destinati alla Fondazione Biotecnopolo. Il territorio ne deve beneficiare”. Il trampolino di lancio per una città che “non è cresciuta con la stessa velocità di altre città. Bisogna invertire questo trend. Siena non va male ma è stabile”.

 Oltre a ciò c’è un tormentone che non passa mai di moda per tutti i candidati che ambiscono a guidare l’amministrazione comunale. Turismo, cultura, infrastrutture. La differenza è nel modo con il quale questi temi si portano avanti. Montomoli per ora è stato abbastanza ermetico. Per il programma c’è tempo. Per ora contava metterci (di nuovo) la faccia.