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Palio di Siena, il rettore del magistrato delle contrade Gianni Morelli: "Il 2022 è già nei libri di storia"

Gennaro Groppa
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“Il 2022 resterà nei libri di storia come l’anno della ripartenza”. Il Rettore del Magistrato delle contrade Gianni Morelli fa il punto relativamente a quella che è stata l’annata senese alla vigilia della chiusura dell’anno contradaiolo di mercoledì 30 novembre. Un anno, per l’appunto, di ripartenza sotto tanti punti di vista: ovviamente quello paliesco, con il ritorno della Festa dopo due anni di stop a causa della pandemia nel 2020 e nel 2021, e poi anche per quel che riguarda la piena socialità e l’aggregazione nei rioni.

 

 


Rettore Gianni Morelli, qual è il bilancio del 2022 che tra poco si andrà a chiudere?
“È stato un anno importante e di ripartenza anche per Siena, per la socialità, per l’entusiasmo e per la quotidianità di contrada. Si è registrata una partecipazione viva e rilevante da parte dei contradaioli. La si è vista ovviamente nei giorni con il tufo in Piazza, ma anche alle feste titolari e ai cenini nei rioni. Abbiamo registrato in tutto l’anno una frequentazione assolutamente significativa nelle società. Credo tuttavia che non si debba fare l’errore di dimenticare ciò che è avvenuto nel 2020 e nel 2021, due anni che sono stati caratterizzati e contraddistinti dalla pandemia da Covid. Ovviamente ricordiamoci anche della bellezza dei momenti vissuti nel 2022”.
Quali sono stati a suo avviso i più emozionanti frangenti di quest’anno?
“Mi vengono in mente due momenti. Uno è quello dell’ultima domenica di maggio, un momento collettivo. Ricordo le emozioni di quella giornata, le sensazioni provate al suono delle chiarine. C’erano in piazza del Campo tanti senesi con gli occhi che brillavano di gioia. Ricordo l’eccezionale partecipazione nella conchiglia, anche se all’inizio del pomeriggio a Siena pioveva. La Piazza era piena. Ecco, quello è stato un momento collettivo che resterà nella storia. E poi mi torna in mente la presentazione del drappellone per il Palio di luglio nel Cortile del Podestà. In quel momento avevamo la consapevolezza di avercela fatta. Non dimentico anche le mie sensazioni personali: mi sentivo come un bambino il giorno di Natale…”.

 

 


E' in arrivo sarà Sant’Ansano…
“E quindi è giusto fare un bilancio di quanto è avvenuto, ma iniziamo a pensare anche al futuro. Dobbiamo guardare a tante cose con serietà, senza dare niente per scontato, e cercando al contempo di andare pure ad analizzare dove possono esserci delle lacune, perché non sono certo state tutte rose e fiori. E’ fondamentale continuare tutti a impegnarci giorno dopo giorno per tutelare e per valorizzare la nostra Festa. Non si perda un centimetro di ciò che ci hanno lasciato i nostri genitori. E per valorizzare il Palio e la nostra tradizione, possiamo anche aprirci, purché sia nel modo giusto e con le persone giuste”.