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Banca Mps, tra due giorni escono 4.100 persone. I sindacati chiedono incontri urgenti: "E' mancato il dialogo"

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Luigi Lovaglio

Aldo Tani
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Due giorni ancora e Mps si ritroverà più vuota. In un colpo solo andranno via più di 4.100 persone, quasi il 25% della forza lavoro. Tutto nella norma, secondo la riorganizzazione del personale voluta dall’ad Luigi Lovaglio. In Toscana saranno più di mille, mentre a Siena circa 350. La strutture centrali perderanno quasi 2 mila dipendenti. Altrettanti dovrebbero sfilarsi dalla rete commerciale, che sarà portata avanti da più di 11 mila unità. Più della metà di quelle che dal 1 dicembre si troveranno complessivamente a operare dentro l’istituto di credito. 

 

 


Dietro questa manovra c’è l’azione incessante dei sindacati, che hanno portato a casa il via libera per tutte le richieste di adesione al Fondo di solidarietà. Le stesse sigle che però adesso lamentano uno stallo nelle relazioni su questa ristrutturazione. “Ha inizio la prevista revisione del modello organizzativo di Banca Mps. Nelle passate settimane la Banca ha attivato colloqui, trasferimenti e riqualificazioni per il personale interessato – hanno affermato in un volantino, destinato alla diffusione interna, le segreterie di coordinamento di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin -. Nonostante ciò la manovra ha evidenziato l’assenza di una programmazione formativa esigibile (cui hanno diritto coloro che accedono ai nuovi ruoli), una conduzione non ottimale dei colloqui gestionali, ed una limitata capacità di ascolto e di comprensione delle esigenze dei colleghi”.  Da qui la richiesta di trovare un punto d’incontro. “In una fase così delicata per la banca, pur nella mancata condivisione del riassetto – è stato evidenziato nella nota -, le organizzazioni sindacali ritengono opportuno ricercare delle fasi di dialogo a livello centrale e periferico, per gestire al meglio le ricadute sui dipendenti riguardo ai nuovi carichi di lavoro, alla nuova organizzazione, alla formazione e alla gestione dei rischi operativi”. 

 

 


Passaggi che necessitano di un faccia a faccia immediato. “Le organizzazioni sindacali chiedono di ripristinare le condizioni per lo svolgimento di incontri urgenti in tutte le Direzioni Territoriali e nelle strutture centrali – hanno aggiunto le diverse sigle a titolo unitario -. Urge altresì uniformare e monitorare la formazione effettivamente erogata o da erogare per tutti i cambi di ruolo, in modo da definire gli eventuali correttivi”.  Tutto ciò nell’interesse di chi non è potuto scendere dalla barca montepaschina: “La nostra attenzione è rivolta alle lavoratrici e ai lavoratori che restano nella Banca, che meritano una migliore e più sensibile considerazione da parte dei vertici aziendali; gli intendimenti enunciati dal management all’atto della presentazione del piano industriale in materia di valorizzazione delle risorse umane dovranno trovare un’adeguata concretizzazione anche e soprattutto in termini di normative contrattuali”.