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Siena, Romy Elliott la pittrice affascinata dal Palio: "Adoro la sua bellezza, la crudezza, il suo essere antico e profondo"

Marco Decandia
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Romy Elliott è una giovane artista inglese specializzata in animali. Li dipinge (e li scolpisce) passando dallo stile figurativo a un tocco più impressionista, dai colori al bianco e nero del carboncino. E’ anche innamorata del Palio, del modo in cui sono venerati i barberi e del culto che è impresso nel dna senese. Negli ultimi tempi, il suo profilo Instagram sta fiorendo di opere dedicate alla Festa senese. Nessuna scena di Carriera, la pittrice privilegia l’emozione del popolo il giorno della Tratta, la magia della benedizione prima della corsa, il lavoro del maniscalco, l’unione dei contradaioli.

 

 

Da dove nasce questo amore capace di attraversare la Manica? “Dal 2013 al 2016 - racconta la diretta interessata - ho vissuto a Firenze, dove ho studiato scultura e pittura. Durante quei tre anni ho avuto la fortuna di viaggiare in Toscana e, quando ho visitato Siena, ho visto il Palio. Ero totalmente impreparata a una cosa del genere, per questo ho intenzione di tornare a luglio di quest'anno per viverlo nella maniera giusta”.

Quali impressioni le ha lasciato quel primo impatto con la Festa?

E’ qualcosa di crudo, reale e antico che traspare da ogni componente. Le forme, la luce, i gesti delle persone, i cavalli e la drammaticità dell'evento non hanno eguali. So che c’è attenzione verso la sicurezza, ma adoro il modo in cui Siena non se ne fa influenzare nella maniera soffocante tipica della società moderna. Correndo senza sella, resta una fortissima componente di pericolo, questo rende il Palio eccentrico, affollato, senza lo sfarzo che c’è in ippodromo. Anzi, è ruvido, accessibile, bello, colorato e inclusivo. Incarna l'essenza dell'Italia e il suo ricco senso della cerimonia.

Pur non essendo senese, rifiuta dunque la classificazione del Palio come semplice corsa di cavalli. Questo le fa onore...

Non lo è. O meglio, è anche quello, ma è molto di più, è una tradizione antica, unica, fatta di persone e cultura. E’ uno stile di vita complesso e stratificato, bello e brutto. Sento di aver solo scalfito la superficie di ciò che questo evento comporta veramente, ma più cerco di penetrarlo, più mi rendo conto della sua profondità sfumata. Forse adesso sono pronta per tornare a viverlo.

I suoi quadri dimostrano grande sensibilità per l’atmosfera che regna a Siena in quei giorni. Da dove derivano quelle immagini? Usa foto, filmati, ricordi del soggiorno senese?

Conosco la cultura di Siena, la luce, la città e il paesaggio. Inoltre ho una profonda conoscenza dei cavalli perché è una vita che cavalco. Mentre lavoro, uso tutto questo come riferimento, ma la mia risposta artistica, alla fine, è soprattutto intuitiva.

 

 

Il Drappellone dello scorso luglio è stato dipinto dall’inglese Emma Sergeant. Lo sapeva?

Certo. Ho avuto il piacere di esporre insieme a lei allo Sladmore Contemporary nel giugno di quest'anno, e anche l'anno prima, quindi conosco bene il suo lavoro. Il suo Palio è potente e imponente, credo rifletta efficacemente il significato emotivo dell'evento.

Visto che la strada verso la Gran Bretagna è aperta, cosa farebbe nell’ipotesi di ricevere identico incarico?

Immagino che progettare un Drappellone sarebbe una sfida. Servirebbe una chiave di lettura per racchiudere tutto ciò che è il Palio. Penso che forme, motivi e colori audaci e stilizzati sarebbero un buon punto di partenza. Potrebbe essere come un incontro di Dolce & Gabbana con Bloomsbury. Con i cavalli…

Per concludere, chi è Romy Elliott?

Una persona che adora il periodo trascorso a Firenze. Mi è piaciuto molto imparare le tecniche degli antichi maestri e la lingua italiana e mi sono sentita incredibilmente privilegiata nel poter chiamare casa quella città, anche se per poco. Oggi risiedo a Londra e concilio il tempo tra commissioni di ritratti di animali, come cani e cavalli, e il mio lavoro personale, di cui fa parte la serie sul Palio. Mi sto preparando per una mostra personale, il prossimo anno. Dipingo a olio, acrilico, inchiostro e carboncino.