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Siena, anziano maltratta per anni la moglie: la donna non poteva nemmeno accendere la televisione

Claudio Coli
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La opprimeva tutti i giorni e le impediva anche di accendere la tv: una donna senese ultrasettantenne, dopo una vita da sottomessa al marito padre-padrone, ha trovato il coraggio di denunciare il compagno di una vita, e ora è rinata senza più le vessazioni quotidiane.

 

 

È la vicenda che riguarda una coppia senese residente alle porte di Siena, i cui delicati risvolti sono finiti all'esame del Tribunale di Siena, dove l'uomo, ultraottantenne, risulta a giudizio per maltrattamenti. Tutto è nato dall'ennesimo litigio, nel 2019, al termine del quale fu l'uomo a chiamare i Carabinieri, segnalando presunte percosse. Ma dagli interrogatori con gli inquirenti è emersa una verità diversa, ed è scattata invece la denuncia per l'uomo, cui vengono contestati i maltrattamenti. In particolare, anni di sottomissioni e violenze psicologiche, dal 2004 al 2019, nel mezzo dei quali risultano anche 4 accessi al Pronto Soccorso da parte della donna, che è ricorsa alle cure mediche. “Le veniva vietato anche di accendere la televisione” ha spiegato la legale dell'anziana, avvocato Claudia Bini.

 

 

La donna, dopo la denuncia, per 9 mesi ha vissuto lontano dal marito, in una struttura protetta. Un luogo dove solitamente le donne vittime di violenza hanno grossi disagi, dovendo staccarsi completamente dalla loro vita e dagli effetti. E invece la donna, lontano dalle oppressioni di ogni giorno, è rinata: “Ha socializzato con le altre donne, si sentiva apprezzata e ha risolto alcuni problemi di salute, pativa un forte stress prima” sottolinea l'avvocato Bini. Adesso la donna vive in un'altra casa, aiutata dai figli grande della coppia. Nel frattempo il processo davanti al giudice Elena Pollini prosegue, ieri è stato ascoltato un Carabiniere intervenuto nella casa dei due dopo uno dei litigi. “Probabilmente dovrà essere fatta una perizia psicologica sul mio cliente – spiega l'avvocato dell'uomo Fausto Rugini – la vicenda è delicata, si lega a un contesto particolare dove risultano situazioni familiari pregresse pesanti anche problemi psichiatrici e di decadimento cognitivo”.