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Siena, lo stupro di gruppo in auto dopo una serata di alcol e droghe: così i due albanesi avrebbero abusato della ragazza

Claudio Coli
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Al termine di una serata segnata da alcol e droghe, avrebbero approfittato dello stato di ubriachezza di una giovane abusandone all'interno di una macchina, per poi riportarla a casa in pessime condizioni psicofisiche. Questa la ricostruzione degli inquirenti circa la presunta violenza sessuale di gruppo che sarebbe avvenuta in Valdelsa fuori da un locale, a danno di una ragazza, italiana, che avrebbe subito uno stupro di gruppo da parte di due uomini di nazionalità albanese messi in manette dagli agenti del commissariato di Polizia di Poggibonsi e al momento associati al carcere di Siena.

 


Secondo quanto ricostruito, la violenza di gruppo sarebbe avvenuta oltre un mese fa, all'esterno di un locale notturno valdelsano, a margine di una serata all'insegna di alcol e droghe, come sottolinea la Questura di Siena. L'indomani la giovane, sconvolta e traumatizzata, ha presentato denuncia alla Polizia del Commissariato di Poggibonsi, che coordinata dalla Procura di Siena, nella persona del pm Serena Menicucci, ha avviato serrati accertamenti per individuare e arrestare i presunti responsabili. È stata ascoltata in primis la vittima e poi altri testimoni presenti quella sera al locale e fondamentale per ricostruire i fatti è risultata l’attenta visualizzazione di oltre cento ore di filmati estrapolati dai vari circuiti di videosorveglianza della zona dove sarebbe avvenuto il fatto. Le attività, che hanno impegnato, giorno e notte gli uomini e le donne del Commissariato di Poggibonsi, per diversi giorni, hanno così permesso di condurre ai due giovani stranieri, messi in manette dagli agenti di Polizia sabato 19 novembre alle prime luci dell'alba e tradotti in carcere con misura di custodia cautelare in carcere disposta dal giudice.

 

 

Dove resteranno in attesa dei braccialetti elettronici, dopodiché passeranno ai domiciliari. I poliziotti poggibonsesi coadiuvati dai colleghi della S.O.S.C - Polizia Postale, della Squadra Mobile della Questura di Siena e delle Unità Cinofile di Firenze, hanno inoltre perquisito le abitazioni dei due stranieri, alla ricerca dei telefoni, dei vestiti indossati la notte dei fatti e di possibili sostanze stupefacenti. Prezioso è stato il contributo del cane poliziotto Eviva che, durante le operazioni, ha permesso di rinvenire anche piccole quantità di sostanza stupefacente nell’abitazione di uno dei due indagati. I due cittadini albanesi, nei giorni scorsi, hanno intanto sostenuto gli interrogatori di garanzia dinanzi al gip – assistiti dai rispettivi legali, gli avvocati Fausto Rugini e Ilenia Cirino Groccia, e l'avvocato Veltri - ma solo uno dei due ha deciso di rispondere alle domande tese a ricostruire quanto successo, mentre l'altro si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per anticipare l'acquisizione e la formazione della prova durante le indagini preliminari si terrà l'incidente probatorio, che dovrebbe essere fissato dal pm nelle prossime ore e celebrato entro alcune settimane di fronte al giudice per le indagini preliminari. Nel corso dell'incidente probatorio, che sarà rigorosamente a porte chiuse, la giovane sarà sentita dalle parti, pubblico ministero, legali difensori e giudice, per cristallizzare il racconto dopo le dichiarazioni rese in sede di denuncia. Un passaggio importante, che avrà tutte le tutele necessarie dal momento che il caso coinvolge soggetti giovanissimi e ci troviamo di fronte a un fatto, se confermato, particolarmente grave e odioso, e sempre fonte di enorme dolore.