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Siena, all'Università per stranieri tre docenti ucraini e due russi. Il rettore Tomaso Montanari: "Scappano dalla guerra e da Putin"

Gennaro Groppa
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Sono cinque i docenti provenienti da Ucraina e Russia che abbiamo accolto all’Università per stranieri di Siena. Si tratta di professori, tre ucraini e due russi, che sono scappati dalla guerra e dalle bombe e che si oppongono alla politica putiniana. Li abbiamo inseriti nell’organico del nostro ateneo con un contratto di un anno e rinnovabile ulteriormente, siamo onorati di averli qui con noi”. È una delle notizie date ieri mattina da un ispirato rettore Tomaso Montanari, che prima nella conferenza stampa con i giornalisti e poi nel discorso tenuto in aula magna ha spaziato tra vari argomenti nella giornata dell’inaugurazione dell’anno accademico di Unistrasi, il trentunesimo di questa istituzione cittadina.

 

 

Nelle sue parole c’è stato spazio anche per una richiesta, anzi il suo potrebbe essere addirittura definito un appello relativo agli alloggi e alle residenze per gli studenti: “Esiste un problema in tal senso – ha affermato Montanari – Ci sono troppo pochi spazi e posti a disposizione. Dobbiamo offrire agli studenti nuovi spazi e servizi, il problema centrale è costituito dalla questione dell’alloggio per gli studenti. Noi vogliamo una comunità universitaria numerosa e viva, il futuro si gioca sulla possibilità di dare loro una casa. Ci sono dei soldi a disposizione, ci sono delle risorse stanziate ma spesso tra lo stanziamento e la realizzazione di una residenza passa troppo tempo. E il problema è urgente, c’è già oggi”. La questione della guerra in Ucraina è stata centrale anche nell’impegno e nell’azione dell’Università per stranieri nel corso dell’ultimo anno. L’argomento è stato toccato tante volte, sin dallo scorso febbraio, dal rettore Montanari. Che ha rapidamente aperto le porte dell’ateneo a quei docenti ucraini e russi che volessero lasciare i loro Paesi. Così è avvenuto, con l’arrivo a Siena per l’appunto di cinque professori che quest’anno insegneranno nella città del Palio nelle aule dell’edificio di piazzale fratelli Rosselli. 

 

 


Poi il corso di lingua ucraina. C’era, già in passato, il corso di lingua russa. Che è stato mantenuto. “Anzi, abbiamo fatto ancora di più – ha detto Montanari. – Siamo l’unica università in Italia che continua a certificare e a fornire gli attestati relativi alla lingua russa”. Quest’anno l’ateneo che ha la propria sede in piazzale fratelli Rosselli ha voluto anche attivare un corso di lingua ucraina. Così ne ha parlato la professoressa Giulia Marcucci, docente di lingua e traduzione russa (autrice poi anche della laudatio per la laurea honoris causa alla scrittrice Petruševskaja): “Sta andando avanti e abbiamo registrato un numero di iscrizioni molto superiore alle aspettative. Cinquanta studenti, molti di loro italiani, stanno frequentando le lezioni per imparare la lingua ucraina”.Uno dei momenti più emozionanti della cerimonia di ieri mattina è stata la consegna della laurea honoris causa in Scienze linguistiche e comunicazione interculturale alla scrittrice russa Ljudmila Stefanovna Petruševskaja, arrivata ieri a Siena.