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Siena, tragedia dell'Autopalio: gli esiti della super perizia sull'incidente mortale dell'autobus

Claudio Coli
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È alle battute finali il processo sul grave sinistro avvenuto il 22 maggio 2019 sull'Autopalio, all'altezza di Monteriggioni, quando un bus turistico con a bordo 60 persone, proveniente da Firenze e diretto a Siena, perse il controllo e si ribaltò in una scarpata, provocando la morte di Elena Urtaeva, guida turistica russa di 41 anni, e il ferimento di 37 turisti. Un disastro stradale perché oltre alla tragica morte della donna si registrarono decine di feriti trasportati al pronto soccorso dell'ospedale le Scotte, che rischiò di andare in tilt visti i tantissimi accessi simultanei e fu richiesto massiccio intervento di personale del 118, vigili del fuoco e forze dell'ordine con conseguente paralisi del traffico per lunghe ore. 

 

 

 


Come si ricorda a giudizio si trovano il conducente, accusato di omicidio stradale, e tre tecnici - un progettista, un ingegnere e un dipendente dell'azienda che ha partecipato al collaudo della strada - cui si contesta invece l'omicidio colposo. Ieri il procedimento è ripreso dinanzi al giudice Simone Spina, con una importante udienza prima dell'inizio della discussione. Ad essere esaminato in aula è stato infatti l'ingegnere Carlo Nigi, il perito incaricato dal giudice nei mesi scorsi di analizzare a 360 gradi quanto accaduto – dinamica del sinistro e condizioni di salute del manto stradale – con una maxi perizia. Portando i suoi rilievi in aula il consulente del tribunale ha risposto alle varie domande delle parti nel corso dell'esame, spiegando in sintesi che il grave incidente fu provocato da due motivi principali, ovvero la distrazione dell'autista alla guida e un guardrail non a norma contro il quale ha impattato il mezzo.

 

 


La causa umana era stata già ipotizzata nelle ore immediatamente successiva al disastro – l'uomo si sarebbe distratto sia manovrando la plancia di comando del bus che parlando con la guida turistica poi purtroppo deceduta – mentre le presunte responsabilità legate all'inadeguatezza del guardrail (segnalate anche dal consulente dell'autista) sono emerse successivamente.  Al termine dell'esame del perito, e al suo esito, il pm ha chiesto la modifica del capo di imputazione per i tre tecnici imputati, con un inciso, che però non modifica sostanzialmente la contestazione.  Come da prassi, i legali difensori hanno chiesto il termine a difesa, ed è stato disposto il rinvio al 10 di gennaio 2023, quando dovrebbe iniziare la discussione.