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Siena, in arrivo nuovi medici per il pronto soccorso: in servizio entro metà dicembre

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Due nuovi medici arriveranno, ed entreranno in servizio già entro la prima metà di dicembre, al pronto soccorso del policlinico Santa Maria delle Scotte di Siena. Questo è uno dei risultati del concorso che era stato bandito in estate e che ha portato ora all’assunzione da parte della Regione Toscana di ben sessanta medici: si tratta, nello specifico, di 9 specializzati e di 51 specializzandi. Si tratta di numeri importanti ma ancora non sufficienti per andare a colmare tutte quelle che sono le necessità attuali.

Al policlinico senese dovrebbero arrivare anche quattro specializzandi: l’ipotesi è in essere, si attende al riguardo solamente la conferma e l’ufficialità. La spartizione completa dei sessanta nuovi medici deve ancora essere ultimata, lo sarà a breve. I professionisti saranno ovviamente divisi tra i vari ospedali e presidi sanitari toscani. C’è comunque la certezza che nel territorio della Asl Toscana sud est arriveranno e saranno assegnati quattordici medici.

 

Rimane però da confermare la spartizione definitiva tra i vari territori di Siena, Arezzo e Grosseto, che potrà tenere in considerazione sia gli ospedali che si trovano nei capoluoghi che quelli che sono situati nelle località delle tre province. A Campostaggia, tanto per fare un esempio che riguarda la provincia senese e più nello specifico il territorio della Valdelsa, sperano di poter essere parte e di essere coinvolti in questa spartizione di nuovi professionisti.

I medici già specializzati entreranno in servizio entro la prima metà di dicembre e ugualmente sarà per gli specializzandi che accetteranno in prima battuta la collocazione proposta. “L’assegnazione – fanno sapere dalla Regione Toscana – cercherà di tenere conto del fabbisogno delle singole aziende e dell’opzione di sede di lavoro che era indicata dal medico. L’intenzione è quella di non sprecare nessuna risorsa lavorativa e professionale”.

C’era grande attesa per l’esito del concorso. Avere a disposizione sessanta nuovi medici significa certamente una boccata di ossigeno. Anche perché il tema della carenza di medici e di professionisti sanitari rimane prioritario e la situazione resta emergenziale nonostante le numerose assunzioni già effettuate negli anni della pandemia da Covid. Tantissimi sono stati, nel frattempo, i medici che hanno lasciato il servizio per aver raggiunto l’età pensionabile.

Questi sessanta professionisti, per intenderci, vanno a colmare delle lacune che esistevano e che erano ben note nei pronto soccorso toscani e ora potranno certamente dare nuova linfa al sistema sanitario. Ma ancora non bastano, e ancora non sono sufficienti per poter arrivare ad affermare che le necessità sono tutte soddisfatte. La conferma, a questo riguardo, arriva direttamente dalle parole pronunciate dall’assessore regionale con delega alla Sanità, Simone Bezzini: “Purtroppo – dichiara infatti Bezzini – il fabbisogno era superiore: sarebbero serviti oltre 130 professionisti. Noi facciamo il possibile, ma non ci sono abbastanza medici da assumere”. Anche per questo motivo la Regione Toscana sta battendo in parallelo altre strade per ridurre i carichi dei pronto soccorso, come gli Ama, le aree mediche di ammissione che sono già state sperimentate in più aziende o anche il rafforzamento, in prospettiva, della sanità territoriale.

 

Soluzioni, queste, che saranno valutate e approfondite nelle prossime settimane. Intanto le aziende, gli ospedali e i presidi sanitari battagliano per accaparrarsi questi nuovi sessanta medici. La richiesta pare essere famelica.

Commenta anche il direttore generale dell’Asl Toscana sud est, Antonio D’Urso: “L’arrivo di questi medici è essenziale per i nostri servizi di emergenza-urgenza. Sono sufficienti? Queste assunzioni rappresentano in realtà una prima risposta, ma purtroppo non sufficiente. Al concorso bandito da Estar hanno partecipato un numero di medici di medicina d’urgenza inferiore rispetto alle necessità del sistema sanitario toscano. Con la Regione Toscana stiamo facendo il possibile per ovviare a questa difficile situazione, che ha origini nazionali, ma risulta ancora evidente quanto sia rilevante la mancanza di medici interessati con specifica preparazione in emergenza urgenza”.