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Palio di Siena, Francesco Mula: "Farò ricorso e vediamo cosa succede"

Marco Decandia
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Antonio Francesco Mula difficilmente dimenticherà il Palio del 2 luglio 2022. Non solo perché è quello dell’atteso debutto sul tufo, con il soprannome di Shardana, ma anche perché, in pratica, non lo ha corso, pur indossando uno dei 6 giubbetti sopravvissuti a un gioco al massacro a eliminazione diretta senza precedenti, almeno negli ultimi secoli. L’ex allievo di Andrea Mari, ritenendo non valida la mossa data da Renato Bircolotti, invece di lanciarsi sulla pista ha dato l’impressione di attardarsi a protestare col mossiere mentre i colleghi in qualche modo si erano messi in moto. La sua Carriera è finita prima di cominciare, e oltretutto il comportamento al canape lo ha fatto finire nel mirino dell’assessore delegato alla giustizia paliesca Luciano Fazzi, che dopo le prime ipotesi di addebiti, con 7 giorni per presentare giustificazioni documentate, due giorni fa ha emesso le proposte di sanzione. A Mula è stata recapitata una possibile ammonizione proprio perché la sua mancata partenza è stata reputata una volontà di estraniarsi dal Palio, idea che va contro l'articolo 64 del regolamento.

 


“Preferisco non parlare al momento - si barrica Shardana. - C’è un ricorso da fare, lo presenterò e vediamo cosa emerge”. Gentile ma fermo nel negarsi, inutile cercare di saperne di più. La sua memoria difensiva, presentata proprio dopo la prima decisione dell’assessore, racconta molto su come la pensa il fantino debuttante. Focalizzandosi sulla mossa, sottolinea che il cavallo “scarta, si gira dapprima verso il secondo canape e poi verso il verrocchio per prendere la corsa. L'articolo intende sanzionare il fantino che con lo scopo preciso e volontario di astenersi dalla corsa o per far correre il cavallo scosso, rimanga fermo al canapo o scenda da cavallo all'atto della mossa. Ciò non è accaduto. Appare palese che il sottoscritto sia stato costretto a rimanere alcuni secondi al canape in quanto si è trovato la strada completamente chiusa ed ostruita.

 

 

Il dirigersi verso il verrocchio non è da ritenersi un comportamento irriguardoso verso il mossiere. E' invece da ritenersi la conseguenza e del comportamento istintivo del cavallo e di quello obbligatorio del fantino per poter partecipare alla Carriera”. Mula ha “ritenuto che la mossa non potesse essere valida”, e riferendosi al mossiere sottolinea che “si è soffermato con l'apparente intenzione di invalidare la mossa sino a che, strattonato da un funzionario di pubblica sicurezza, è stato trasferito in altra sede. Il sottoscritto ha compreso che la partenza fosse da ritenersi valida soltanto quando con il cavallo riottoso a partire e rivolto verso il verrocchio si è accorto che il mossiere non avrebbe invalidato la mossa. A questo punto attuate le manovre per mettere il cavallo nella giusta traiettoria il sottoscritto ha partecipato alla corsa”.