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Siena, giovane contradaiola: "A febbraio mi preparavo ad andarmene per un tumore, ad agosto tutto sparito grazie a una cura sperimentale"

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“Ho cominciato il 2022 con la certezza che me ne sarei andata. Sei mesi dopo sono letteralmente rinata. Un ritorno alla vita che ha stupito tutti, anche chi ha reso possibile questo miracolo”. Parola di Laura Rosi, dragaiola e ristoratrice che ha tutti i motivi per godersi ogni istante a pieni polmoni. Il 27 giugno 2019 le è stato diagnosticato un tumore al pancreas all’ultimo stadio, non operabile. Pochi mesi di vita, la chemioterapia poteva permetterle di andare avanti in qualche modo, ma il responso era inappellabile. La sua contrada, per regalarle più gioia possibile, la mandò in Piazza 2 giorni dopo a prendere il cavallo: Camporegio compatto, a cantare e a incitarla, ma tanti, tantissimi avevano le lacrime agli occhi.

 

 

Balzo temporale in avanti: 1 agosto 2022. Tac di controllo, è tutto sparito. Laura è guarita, il mondo le si spalanca davanti quando sembrava averle chiuso il portone in faccia per sempre. Merito della sua determinazione, della fede che ci ha sempre messo, ma anche di Davide Melisi, ricercatore dell’Airc e responsabile dell’Unità di terapie sperimentali in oncologia al policlinico di Borgo Roma a Verona. Ha giocato una carta ad alto rischio e ha vinto.

 

 

“I controlli fatti a febbraio - racconta oggi la senese – testimoniavano che la situazione era drammatica. Il peggioramento era talmente grande che mi hanno detto chiaro e tondo che le speranze ormai erano al lumicino. Io all’idea mi ero anche preparata e ne parlavo tranquillamente, ma il professor Melisi che mi seguiva mi disse che, persa per persa, si poteva tentare un test che lui per primo non aveva mai fatto, perché solo da poco si era creata la collaborazione con l’azienda produttrice del farmaco a bersaglio molecolare utilizzato. La malattia non rispondeva più alla chemioterapia, proprio non le faceva niente. La cura sperimentale a cui mi sono sottoposta era stata usata solo su un raro tumore della tiroide e del polmone, mai sul pancreas, quindi abbiamo dovuto sbrigare un po’ di passaggi burocratici: un paio di mesi in tutto, e ad aprile siamo partiti. Meno male, dico io: si è innescata la reazione che ha bruciato tutto, una cosa che neanche in Veneto si aspettavano in un modo così definitivo. Ad agosto non c’era più niente: stavo festeggiando la vittoria del Drago, ho avuto modo di farlo anche per un trionfo perfino più grande in un anno davvero fantastico”.