Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Siena, caso David Rossi e i tre magistrati indagati. L'avvocato Miceli: "Evitare la prescrizione, chiederemo a Procura nuovo avviso"

  • a
  • a
  • a

Il caso David Rossi, le indagini a Siena e ora i tre magistrati indagati. L'avvocato Salvatore Miceli vuole comprendere bene i contorni dell’inchiesta che chiama in causa Nicola Marini, Aldo Natalini e Antonino Nastasi: i tre magistrati che si occuparono della prima indagine sulla morte di David Rossi, il manager di Mps morto nel 2013, e che adesso sono indagati dalla Procura di Genova per falso aggravato.

 

 

 “Non abbiamo ancora capito chi ha diramato l’avviso dell’interrogatorio – spiega il legale di Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi -. Se dovesse essere stata la polizia giudiziaria, c’è il rischio che nel marzo prossimo, a 10 anni di distanza dai fatti contestati, sopraggiunga la prescrizione ordinaria. In questo caso, infatti, non entrerebbe in gioco la revisione della normativa, valida dal 2017. Tutto questo per dire che l’indagine a quel punto sarebbe fuffa, perché è impossibile che si arriva a chiudere il cerchio entro pochi mesi”.

 

 

Il capo di accusa che pende sui procuratori, prevede pene tra i 3 e i 7 anni. “C’è un modo per evitare che si tratti dell’ennesima beffa – sottolinea Miceli -. Chiederemo che la Procura emetta un nuovo avviso e che a disporlo sia lo stesso pm. Questa strada permetterebbe di interrompere l’evento prescrittivo e consentirebbe di avere altri cinque anni, fino al marzo 2028, per fare luce sull’accaduto. Lunedì 14 novembre comunque cercherò di capire ciò che è successo”.

L’attenzione dell’avvocato però non è rivolta solo alla stringente attualità. “La commissione d’inchiesta non ha portato alla luce solo le omissioni – spiega il legale –, ha appurato che David Rossi è stato aggredito, come raccontano le lesioni che si sono verificate prima della caduta. Non riusciamo a comprendere come nessuna procura italiana abbia ancora aperto un’indagine su questi fatti. Secondo noi dovrebbe essere quella di Genova. Si è cercato di capire quale sia l’evento finale che ha causato la morte di Rossi, ma non si è scavato per comprendere il nesso tra quei segni e ciò che è successo dopo”. Per Miceli quello che deve accadere ora è chiaro: “Genova deve svolgere un’indagine a 360°. Non ci si può continuare a muovere a pezzetti”.

Un’altra delle priorità del legale, è la tutela delle due assistite. “Ci aspettiamo che nel contesto di tale indagine la Procura di Genova abbia già iscritto Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi come persone offese del reato ipotizzato – precisa Miceli -. In ogni caso, provvederò immediatamente a chiedere verificare se tale iscrizione è avvenuta d’ufficio e, ove così non fosse, depositerò immediatamente una richiesta in tal senso perché una indagine di tale specie non può non avvenire con la tutela del diritto delle signore Tognazzi e Orlandi al contraddittorio e all’esercizio di tutte le prerogative che la legge riserva alle persone offese, dall’interazione con la Procura alla opposizione all’eventuale richiesta di archiviazione”.

L’ultima certezza è su chi non dovrà entrare in campo in questa vicenda. “Mi sembra evidente che Siena, vista la presenza di Marini, ha un’incompatibilità evidente – conclude Miceli -. Non lo dico per l’indagine che lo riguarda. Vale in senso generale, nel caso fosse riaperta un’inchiesta sulla morte di Rossi”.