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Siena, processo sull'operazione marchio: Agnelli della Juventus in tribunale

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Nell'ambito del processo sull'operazione del marchio Ac Siena, la discussa iniziativa del fallito sodalizio bianconero e di Mps che la magistratura senese reputa una plusvalenza artificiale messa a punto nel tentativo di sanare un bilancio in perdita (si contestano a 5 persone, tra cui Massimo Mezzaroma e Giuseppe Mussari, la bancarotta fraudolenta in concorso), ieri 8 novembre 2022 al tribunale di Siena erano attesi almeno tre grandi nomi del calcio italiano ed internazionale. Alla fine ne è comparso solo uno: il presidente della Juventus Andrea Agnelli.

 

 

Il numero uno dei bianconeri torinesi è entrato e uscito dal tribunale senza rilasciare dichiarazioni. È un momento delicato per lui, indagato nell'ambito dell'inchiesta Prisma sul caso plusvalenze e manovra stipendi e alle prese con la battaglia politico-calcistica della Superlega. Chiamato al banco dei testimoni, è stato interrogato dal pm Siro De Flammineis e poi da alcune parti processuali, sul passaggio di mister Antonio Conte dal Siena, che aveva riportato in A nel 2011, alla Juventus. In particolare, le domande del magistrato erano tese a capire i rapporti tra dirigenti e sponsor, i livelli di conoscenza e le interlocuzioni durante le trattative per il passaggio del tecnico da Siena a Torino. “Formulammo un'offerta a Conte e lui si liberò. Ma non ho mai avuto contatti con la dirigenza del Siena” ha specificato Agnelli. Che ha rivelato invece di come, o Conte stesso, o l'ex ad area sport Marotta, secondo il suo ricordo, gli chiesero, per un fatto di cortesia, di chiamare Mussari, al tempo presidente della banca sponsor senese: “Una telefonata di 60 secondi – ha detto Agnelli – Mussari mi disse che Antonio era un grande allenatore”. Sul discorso plusvalenze e cessione del marchio,  ha tagliato corto: “La società da me presieduta non ha mai fatto operazioni similari”.

 

 

Dopo Agnelli, è stata la volta di Luca Magnoni, fino al 2013 membro del cda del Siena: è stato ascoltato sugli scenari economici: “Avemmo un incontro con Fabrizio Viola, Clarence Seedorf e altri alle porte di Siena, si parlò di possibili investimenti e della situazione debitoria del club. L'obiettivo era aumentare le possibilità di risanamento e vendita, così da rimborsare il credito a Mps. La cessione del marchio? Non inusuale, sapevo che anche altri club l'avevano fatta” ha puntualizzato. Il processo riprenderà a fine novembre con l'audizione di Viola, mentre a metà dicembre toccherà ad Antonio Conte.