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Trasporti Siena, ancora proteste contro Autolinee Toscane: "Studenti abbonati senza posto sull'autobus"

Martina Ciliani
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Tanti reclami ma poche risposte: le lamentele per la gestione di Autolinee Toscane continuano. A subire il disagio, stavolta, i ragazzi dell’istituto scolastico Roncalli a Poggibonsi. Al centro delle proteste dei genitori che ogni anno versano quote esose per l’abbonamento, ci sarebbe la linea 130 di Autolinee Toscane Siena-San Gimignano

 

 

“Per la terza o quarta volta nel giro di dieci giorni le mie figlie e una decina di ragazzi sono rimasti a piedi all'uscita da scuola perché l’autobus era pieno. L’autista per motivi di sicurezza infatti non ha potuto farli salire a bordo – racconta Lisanna Boschini, mamma di due gemelle che frequentano il Roncalli – Se sono arrivata al punto di raccontare questa vicenda è perché ci sono stati episodi di forte disagio”. “Quel giorno – torna così a spiegare i minuti successivi al disservizio – non è stato semplice. Chi aveva la possibilità ha chiamato a casa per farsi venire a prendere, altri ragazzi hanno dovuto raggiungere la stazione a 2 chilometri di distanza, alcuni genitori per ovviare al problema hanno cercato di caricare in macchina più ragazzi possibile. La nostra fortuna è che a San Gimignano siamo una piccola comunità, ci aiutiamo a vicenda ma la situazione ora è al limite, non possiamo più andare avanti così. Abbiamo provato a scrivere al sindaco di San Gimignano, ci ha detto che sarebbe intervenuto insieme al preside dell'istituto, aspettiamo dunque risposte. Ho aperto anche il reclamo telefonando al numero verde di Autolinee Toscane, così come hanno fatto altre mamme ma non abbiamo avuto riscontri”. 
“Anche perché – aggiunge Lisanna Boschini – spediamo ben 370 euro di abbonamento per un servizio che dovrebbe essere garantito, in teoria. Il problema si presenta specialmente in alcuni giorni quando i ragazzi escono agli stessi orari e l'autobus da Colle arriva al Roncalli già pieno. Quello che chiediamo è di pensare ad una corsa in più, magari non tutti i giorni. Basterebbe confrontare gli orari con le altre scuole e in base alle uscite stabilire quando inserire una corsa aggiuntiva”. 

 

 


A creare forti perplessità anche la linea Firenze-Siena. “I miei problemi nascono già dal momento della prenotazione sul sito di Autolinee Toscane – racconta in una lettera Patrizia Lattanzi – non essendo né intuitivo né facile da interpretare ho provato a chiamare il call center per conoscere orari e costo del biglietto. Mi hanno detto che il bus 131 delle 7.05 arriva a Siena alle 8.50. Il prezzo? Va a chilometri dunque non lo conoscevano, mi hanno però detto che più o meno era intorno ai 6,90 euro. Solo la mattina seguente all'autostazione ho scoperto che il biglietto ha un costo di 8,40 euro e l'orario di partenza comunicato dal call center non corrispondeva a quello effettivo (7.30). Per il ritorno tra i tanti bus in piazza c'era anche quello per Firenze, ho chiesto all’autista l'orario della partenza, dove potevo acquistare il biglietto ma una volta tornata munita del necessario il pullman era già stracolmo, così insieme ad altre persone siamo stati scorbuticamente lasciati a terra in attesa del successivo”.“Perché non aumentare i mezzi visto che si tratta di una linea particolarmente frequentata? - si chiede Patrizia Lattanzi - E’ paradossale che un servizio di trasporto pubblico sia gestito con tali modalità e, a ben vedere dai commenti e dai reclami che sono in rete, mi sembra di non essere una voce isolata. Personale e autisti sono praticamente in trincea, reagiscono a seconda del livello di stress del momento. La cortesia nel relazionarsi sta diventando un bene raro, doppiamente apprezzata quando ti capita di incrociarla, eppure dovrebbe essere normalità. Insomma quando ci si relaziona ai mezzi pubblici di Autolinee Toscane loro sì sono in movimento ma tu non sai quando parti, arrivi o se riuscirai a tornare”.