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Siena, Paolini presidente uscente della Giostra di Sarteano: "Tre anni difficili, la festa ha rischiato di scomparire"

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Cambio della guardia al vertice della Giostra di Sarteano: Gianfranco Paolini, senese e contradaiolo che ha però radici profonde in quel territorio per tradizione storica di famiglia, non sarà più il presidente, avendo deciso di non ricandidarsi. I suoi tre anni di guida non sono stati facili. “La partenza – racconta – è stata buona, a fine 2019 c'era un bel movimento di giovani entusiasti e pronti a darsi da fare. Poi, all’improvviso, siamo piombati nel periodo più nero dal dopoguerra a oggi, quello del Covid e della crisi economica che l’ha accompagnato. E’ stata una fase a dir poco surreale, con riunioni via web e crescenti timori sia per la salute delle persone, sia per il concreto rischio che venissero a mancare le risorse per portare avanti la tradizione. Quasi contro ogni previsione, siamo riusciti ad allestire manifestazioni estive di successo nel 2020, ma il 2021 è stato ancora peggiore. La realtà economica in ulteriore crollo ha reso molto concreto lo spettro della fine della manifestazione, come successo in altri casi analoghi dove si è scelto di chiudere i battenti. E poi anche dal punto di vista sanitario c’era poco da stare allegri. Per questo, gli eventi estivi sono stati in tono minore e decisamente vissuti con preoccupazione".

 

 

Si arriva al 2022, con la disputa della Giostra: "E' stata una vera uscita dal tunnel, ma ci sono stati momenti di confronto anche aspro, a cominciare proprio dal 2021. Avvertivo un’aria dimessa intorno alla festa, quasi che la gente si fosse abituata alla sua mancanza. Per questo ho cercato in tutti i modi di organizzarla. C’erano le norme anti Covid da rispettare, ma se a Siena era impensabile correre il Palio per la presenza delle persone in Piazza, a Sarteano la situazione era più affrontabile perché ci sono solo le tribune, quindi il distanziamento era possibile. Avrebbe significato giostrare davanti a pochi spettatori e triplicare gli sforzi per garantire i controlli, ma a mio parere ne valeva la pena. Non è stato possibile. Poi quest'anno il 15 agosto, dopo la parata e con un pubblico presente oltre le previsioni, ha cominciato a piovere e mi sono trovato nella dolorosa posizione di decidere il rinvio al giorno dopo. C’era chi riteneva di dover fare la Giostra a ogni costo, a dispetto del maltempo, perché due anni di stop avevano davvero segnato gli animi. Io ho sottolineato che una simile decisione avrebbe fatto il male della manifestazione, portandola probabilmente alla sua fine per le possibili conseguenze. In qualche modo siamo arrivati alla scelta più giusta: la mattina dopo è andato tutto a meraviglia, con una disputa stupenda e degna di Sarteano”.

 

 

Adesso cosa succederà? "Alla guida ci vorrà qualcuno che voglia davvero bene a questa bellissima festa. Il peggio sembra essere passato, ma c’è ancora tanto da lavorare. Credo che alla fine la scelta cadrà su qualcuno che ha già ricoperto l’incarico”.