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Palio di Siena, scaduti i termini per le discolpe degli addebiti di contestazione. Tittia e gli altri fantini in attesa

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Gennaro Groppa
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Palio di Siena, sono scaduti ieri i tempi per le discolpe per gli addebiti di contestazione che sono stati formulati dall’assessore Luciano Fazzi relativamente alle Carriere di luglio e di agosto. Tanti sono gli interessati, tra fantini e contrade, per comportamenti ritenuti non corretti dall’esponente della giunta del sindaco Luigi De Mossi. Molte sono dunque le procedure che potrebbero essere attivate. Adesso, una volta prodotte le discolpe, la “palla” passa all’Amministrazione. A ratificare le sanzioni sarà ora la giunta, che nella circostanza si riunirà senza la presenza dell’assessore competente Fazzi che ha per l’appunto prodotto gli addebiti di contestazione. A quel punto le decisioni dell’amministrazione saranno ufficiali. 

 

 


La giunta comunale si riunirà giovedì 3 novembre. Ma, salvo sorprese clamorose, non sembra esserci il tempo per andare già ad analizzare tutti i documenti prodotti e quindi tutte le discolpe delle parti. Più probabile invece che la decisione definitiva venga presa nei prossimi giorni e dunque dopo la successiva riunione della giunta comunale. Tanti, come noto, sono i soggetti coinvolti negli addebiti di contestazione. Relativamente al Palio di luglio ha dovuto produrre delle discolpe Giovanni Atzeni, nella Carriera da lui vinta nella contrada del Drago su Zio Frac. L’addebito di contestazione, in questo caso, lo riguarda e lo coinvolge per “aver posto la mano di fronte al muso del cavallo della contrada della Torre e aver proteso il braccio davanti al petto del fantino della stessa contrada”.  Ha prodotto discolpe e memoria difensive anche Giosuè Carboni detto Carburo, che fino al Palio poi non è arrivato montando Vankook nella Civetta per la prova generale. L’accusa mossa nei suoi confronti è quella di “aver lanciato nel corso della prova generale il cavallo contravvenendo alle indicazioni della commissione veterinaria”. E ancora: devono rispondere del comportamento tenuto nella prova generale anche Giuseppe Zedde e Carlo Sanna, entrambi per “non avere fermato il cavallo dopo lo scoppio del mortaretto annunciante la mossa non valida”.

 

 


Sempre Carriera di luglio: Mula deve rispondere all’addebito di contestazione per “non essersi, in occasione della mossa del Palio, messo con immediatezza in carriera preferendo dirigersi verso il verrocchio”. Mattia Chiavassa per “avere, in occasione della terza batteria della tratta del 29 giugno, preso per un braccio il fantino che andava a vincere la stessa batteria”. La contrada della Civetta per “per aver il proprio fantino in occasione della prova generale lanciato il cavallo in corsa contravvenendo alle indicazioni della commissione veterinaria; di avere i propri contradaioli, assieme ai dirigenti ed ex dirigenti, non consentito il puntuale inizio delle operazioni di sgombro della pista; per avere il proprio barbaresco tenuto al limite della minaccia un comportamento offensivo nei confronti del sindaco e della commissione veterinaria; per avere i propri alfieri, in occasione dell’ingresso in Piazza del Campo, volontariamente deciso di non effettuare le sbandierate previste dal regolamento”.
Minori sono gli addebiti per il Palio di agosto, che riguardano Federico Arri e Stefano Piras per “avere, in occasione di alcune fasi della mossa del Palio, cercato di ottenere un posto di partenza non consentito”.