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Chiusi, accusato di violenza non risponde alle domande del giudice

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Il chiusino Simone Peppicelli, gestore di un locale in Umbria accusato di violenza sessuale aggravata, ha scelto di non parlare. Interrogato dal gip Piercarlo Frabotta e assistito dal suo avvocato Roberto Romagnoli, l'uomo non ha risposto alle domande del giudice che ha disposto il suo arresto, come da richiesta del sostituto procuratore, Mario Formisano, titolare del fascicolo di inchiesta. Il legale dell'uomo ha annunciato che nei prossimi giorni farà richiesta di revoca della misura cautelare in carcere e chiederà la sostituzione con gli arresti domiciliari

 


Secondo quanto emerso dalle serrate indagini dei carabinieri di Città della Pieve, Peppicelli, molto noto nel mondo della vita notturna senese, avrebbe violentato una 22enne all’interno del suo ufficio nel retro della discoteca The Box della cittadina umbra.  La giovane ha raccontato che i jeans che indossava le sono stati strappati, mentre si trovava a terra, dal presunto aggressore. Per questo sono stati sequestrati, insieme agli altri suoi indumenti, come previsto dalla prassi delle indagini per casi di violenza sessuale, aggravata dall’uso di sostanze alcoliche. A Peppicelli viene infatti contestato di aver fatto bere la ragazza anche se si trovava già in palese stato di alterazione e, con questa a terra, di averla immobilizzata per abusare di lei.

 

 

Nei confronti del 53enne di origine senese hanno sporto denuncia anche altre tre ragazze: si tratta di giovanissime che hanno raccontato di aver subito palpeggiamenti nelle parti intime, tentativi di baci o di abbracci poco prima che l'uomo invitasse la 22enne nel suo ufficio dopo che lei era già stata portata fuori dal locale perché aveva accusato un malore a causa dell'alcol consumato. Per questo motivo la Procura di Perugia gli contesta di aver approfittato “della particolare vulnerabilità in cui versava la giovane”.