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Caro bollette, Guasconi: "Molte aziende non possono assorbire i rincari. Situazione fuori controllo"

Martina Ciliani
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Mentre si avvicina l'inverno cresce l'apprensione delle imprese senesi sotto la morsa del caro bollette. L'angoscia si fa sempre più incalzante specialmente in proiezione di ottobre e del prossimo trimestre quando i prezzi del gas e della luce subiranno rincari preoccupanti. “Gli aumenti – dice Massimo Guasconi, presidente della Camera di Commercio di Siena – sono esponenziali e incontrollati, è difficile capire cosa ci aspetterà o se riusciremo ad arginare le difficoltà. Il prezzo al tetto del gas in Europa sarebbe stato un modo per calmierare i prezzi, avrebbe permesso alle aziende di capire come stabilizzarsi ma, al momento, l'operazione sembrerebbe fallita. Per le imprese locali oggi ogni bolletta è una scoperta, una nuova preoccupante notizia”.

La gravità della situazione varia per tipologia e struttura anche se la crisi non sta risparmiando nessuno: “Alcune aziende hanno i contratti bloccati già da tempo, in quel caso sono riuscite con grande lungimiranza a garantire prezzi stabili per un periodo più lungo. Ma la stragrande quantità di aziende energivore del territorio, come le tante fonderie in Valdelsa o le cristallerie, stanno subendo dei rincari non assorbibili all'interno dei bilanci. C'è poi chi continua a impegnarsi nelle consegne dei prodotti senza poter prevedere che tipo di costi caricare sul prezzo finale. Il quadro è dunque fuori controllo e rischia presto di esplodere visto che le stesse produzioni sono a rischio: molti preferiscono non produrre perché poi non riuscirebbero a vendere i prodotti a prezzi tali da riassorbire gli aumenti in bolletta. Paradossalmente gli ordini ci sono ma le imprese non riescono a cogliere queste opportunità vista l'incertezza sui prezzi. Diverse hanno già annunciato un periodo di stop e il ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti”.

Ci sarebbe molto da chiedere al nuovo governo secondo Guasconi: “I temi – spiega – sono diversi. Calmierare i costi energetici è sicuramente la prima problematica che va affrontata. Chiediamo poi che si metta un freno a tutti gli aumenti che non sono determinati da una crescita vera e propria della fornitura ma che piuttosto è frutto di speculazioni. Bisogna sfruttare l'attuale situazione per bloccare simili attività con un controllo attento e preciso. Ma è anche importante che vengano completati i progetti del Pnrr e che si ritorni a parlare della tanto attesa riforma fiscale. Le aziende dopo la pandemia stavano vivendo una buona situazione di mercato, anche in questi ultimi mesi hanno conosciuto una fase di espansione, riportiamo allora l'attenzione sulla competitività, la formazione e sulla possibilità di avere figure professionali in linea con le richieste delle aziende”.