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Siena, Morelli rettore del Magistrato: "Palio straordinario? Ben venga"

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Anche quest’anno le contrade e i contradaioli hanno dimostrato grande senso di responsabilità. Ne abbiamo avuto l’ennesima prova e dimostrazione. Un Palio straordinario in primavera? Ben venga”.  Sono analisi e considerazioni del rettore del Magistrato delle contrade Gianni Morelli quando siamo giunti quasi alla conclusione dell’anno contradaiolo. Un anno che è stato di ripartenza, con due Palii corsi e con tutte le feste titolari vissute senza limitazioni. E soprattutto con un ritorno, pieno e totale, dei contradaioli alla vita nei rioni. “Se all’inizio del mio mandato - spiega - avevo dichiarato di essere emozionato di rappresentare tutte le contrade, ora dico di esserne fiero. Quest’anno si sono dimostrate all’altezza anche in una situazione non semplice, si è vista una maturità importante in ogni contesto. Ricordiamoci che anche solo a marzo-aprile non era scontato che si potesse vivere il Palio. Alla fine tutto si è svolto nel migliore dei modi, e non penso solamente ai giorni della Festa ma anche a tutte le feste titolari. Durante tutto l’anno si è registrata una grande partecipazione, composta ed entusiasta, di giovani e meno giovani”.

 


Sono stati fugati i timori, dei quali si parlava nei periodi peggiori del Covid, relativi ad un possibile allontanamento di alcuni contradaioli dai rioni. 
Sì, assolutamente. La realtà dei fatti dice che nelle contrade si sono registrati numeri relativi alla frequenza e alle presenze superiori rispetto al 2019. Tanti giovani hanno risposto subito, già dal momento dell’apertura delle società, chi è più avanti con l’età si è preso un po’ più di tempo. I giovani rappresentano il futuro, ma le basi sono costituite da chi è più in là con gli anni e rappresenta e testimonia le nostre tradizioni. Avevamo chiesto senso di responsabilità ai contradaioli e così è stato. Ringrazio anche autorità e istituzioni che hanno avuto professionalità e buon senso. Siamo partiti dal giro del Valdimontone con mille interrogativi e voglio sottolineare che dietro le quinte è stato fatto costantemente un lavoro eccezionale. Le contrade hanno confermato di essere una struttura sociale unica, straordinaria e inimitabile.
Qual è stata l’emozione che ha provato il 2 luglio?
E’ stato un crescendo ben prima del 2 luglio. Mi tornano in mente i giri delle contrade, il momento della presentazione del drappellone, le prove, i tantissimi senesi dietro al cavallo. Si è vista tanta voglia di stare insieme, e per quel che mi riguarda è stata un’ondata di sentimento. Voglio inoltre sottolineare che non ci sono stati fronteggiamenti tra contrade. Ovunque si sente dire che l’essere umano è uscito dal Covid in maniera un po’ isterica ed eccitata. Beh, io a Siena ho invece visto tante persone felici e contente, con grande attaccamento alla Festa. 

 


Quali sono gli obiettivi che si pone per il futuro in questo ruolo?
Abbiamo la fortuna di poter vivere in un contesto unico, che è invidiato dappertutto. L’auspicio è che noi tutti si faccia quel che ci compete per mantenere, conservare e tutelare tutto questo. Credo, ad esempio, che sarebbe opportuno evitare l’utilizzo dei social per parlare di contrade. I confronti, e anche le critiche, facciamoli a voce, viso a viso, e non in rete. Perché altrimenti prestiamo il fianco a chi non ci conosce e a chi non vede l’ora di attaccarci. Non facciamoci del male da soli.
Cosa pensa dell’ipotesi di un Palio straordinario in primavera?
Da senese, per me ogni Palio è una festa. Quindi ben venga, e lo dico con l’animo di un bimbo piccino che ama i momenti della Festa. Ma ovviamente questa decisione non è di mia competenza. Il Palio ci rigenera sempre, nella nostra vita e nel nostro quotidiano.