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Siena, presunto stupro: nessun rilancio sull'offerta per danni morali. Il legale di Portanova: "Cifra congrua"

Claudio Coli
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Non ci saranno rilanci, da parte delle difese di Manolo Portanova e Alessio Langella, per quanto riguarda l’offerta in denaro per danni morali formulata alla ragazza che sarebbe stata vittima del presunto stupro di gruppo, ad opera, secondo le accuse, dei due giovani e di altri due ragazzi, nella notte tra il 30 e il 31 maggio 2021 a Siena. La proposta dei legali dei due imputati, avanzata venerdì scorso in udienza davanti al gup Ilaria Cornetti, era stata pensata per risarcire la studentessa universitaria del disagio provocatole dalla dolorosa vicenda. Ma i legali della giovane hanno detto no in maniera definitiva, e non ci sarebbero ad ora aperture verso un ripensamento. La cifra, secondo quanto finora trapelato, si aggirava intorno ai 25 mila euro, ben al di sotto dei 300 mila euro richiesti in origine dalla ragazza, oltre ai 140 mila richiesti dalla famiglia. “Riteniamo l'offerta congruente – ha affermato Gabriele Bordoni, avvocato di Manolo Portanova – resta sul tavolo e non ci saranno rilanci”. 

 

 


La proposta, come ebbe già a spiegare il legale del calciatore in tribunale a margine dell'udienza di richiesta del rito, non era legata a un risarcimento per il fatto in sé, ma si basava su dei parametri valutati per provare ad ovviare, in concreto, al dolore che questa storia, che coinvolge ragazzi molto giovani, le ha comportato, indipendentemente da quello che sarà l'esito del procedimento. “Manolo per primo e Alessio poi hanno dato conto di un profondo e sincero dispiacere come ragazzi verso una loro coetanea, per quello che lei avrebbe potuto recuperare di negativo da questo storia – aveva detto il difensore di Portanova - indipendentemente dal fatto che siano censurabili alla stregua dei capi di imputazione”. “C’è la condivisione di un dolore tra giovani, è un gesto doveroso concreto, sono ragazzi leali – ha evidenziato il legale - è evidente che al di là delle responsabilità sulla sofferenza, che viene ricondotta a un contesto in cui loro erano presenti, per il solo fatto che quella sera si doveva concludere in modo gioviale ma è andata in ben altre direzioni e ne è stato ricavato un dolore, io cerco di corrisponderlo su un piano pragmatico, reale”.

 


I primi verdetti sono attesi a fine novembre, quando saranno discussi i riti abbreviati scelti da Portanova e Langella e si andrà in fondo all'udienza preliminare per Alessandro Cappiello, la cui difesa potrebbe però decidere di richiedere l'abbreviato entro il termine dell'udienza filtro, altrimenti ci sarà l'eventuale rinvio a giudizio. Sulla scelta del rito alternativo, Bordoni ci tiene a precisare, in risposta a certe speculazioni circolate, che “non si tratta né di un patteggiamento né di una ammissione di colpevolezza”. Coinvolto è anche il ragazzo minore al tempo dei fatti: seguito anch'esso dall'avvocato Bordoni, la sua posizione è in mano al tribunale dei minorenni di Firenze, che valuterà il da farsi all'esito del filone senese.