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Alberghi, a Siena prezzi delle camere aumentati del 29,1%. Ecco il perché: "Quadruplicate le spese per le bollette"

Gennaro Groppa
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Il costo delle camere di albergo è cresciuto nella provincia di Siena del 29,1% ad agosto rispetto al mese precedente. Lo rileva una classifica pubblicata dall’Unione nazionale dei consumatori. È il secondo incremento percentuale più alto d’Italia, una percentuale più alta si è registrata solamente a La Spezia dove l’incremento è stato addirittura del 34%. In terza e in quarta posizione di questa classifica ci sono altre due città toscane: a Lucca i prezzi sono aumentati del 28,2% mentre a Firenze la crescita è stata del 27,3%. L’Unione nazionale dei consumatori ha realizzato questa indagine andando ad analizzare vari dati relativi al mese scorso: dalla Unc parlano di “alcuni valori anomali, con rialzi decisamente spropositati che meriterebbero un approfondimento da parte delle istituzioni locali e dei mass media per accertare eventuali fenomeni speculativi”. L’analisi interessa e riguarda vari aspetti e ambiti, anche gli incrementi per servizi ospedalieri, per assistenza sociali, per servizi bancari e per quello idrico. Mentre per quel che riguarda i prezzi delle camere di albergo l’Unc scrive che “i picchi possono essere facilmente spiegati con eventi locali che hanno portato un maggiore afflusso turistico, come a Siena il Palio”. Ma, aggiungono dall’Unione nazionale consumatori, gli incrementi non possono essere spiegati allo stesso modo per quel che concerne “le banche, le assicurazioni, l’assistenza sociale, i servizi ospedalieri, la fornitura d’acqua”. 

 

 

La presidente di Federalberghi Siena Rossella Lezzi spiega così i rincari registratisi per i prezzi delle camere di albergo: “Le bollette – afferma – sono quadruplicate. Nei mesi estivi, inoltre, le strutture alberghiere hanno spinto e investito tanto sulla formazione e sulla professionalità dei propri dipendenti, con corsi e con soldi spesi sulla comunicazione, anche digitale. Le spese sostenute sono fortemente cresciute, e tutto è dunque aumentato in proporzione. La situazione attuale è purtroppo ben nota, le spese sono aumentate in maniera esponenziale, sin dal momento delle sanificazioni a causa del Covid in avanti”.  Prosegue Lezzi: “Se Siena ha guadagnato posizioni nella classifica di Avvenire sulla qualità della vita (la provincia senese è infatti adesso seconda in Italia, dopo avere guadagnato sei posizioni in un anno, ndr) è anche grazie all’ospitalità delle strutture alberghiere. E tutto questo ha un costo e comporta delle spese. Anche perché i clienti, soprattutto quelli stranieri, chiedono sempre di più e vogliono servizi che siano all’altezza”.

 

 

Non può che soddisfare, tuttavia, l’inaugurazione della mostra al Santa Maria della Scala dal titolo “Arte senese. Dal tardo Medioevo al Novecento nelle collezioni della Banca Monte dei Paschi”. Un’esposizione che potrebbe richiamare tanti visitatori a Siena. “A nostro avviso questo può essere un evento fondamentale per il territorio – il commento di Rossella Lezzi. – Finalmente si fa qualcosa con ciò che si ha. Per l’autunno può rappresentare un volano importantissimo e può richiamare tantissime persone. È ancora impossibile, tuttavia, fare delle previsioni su quanto potrà avvenire nei prossimi mesi. Ci sono troppe variabili che potrebbero influire e determinare la situazione. E le problematiche, a partire dai rincari per l’energia, sono pesantissime. Molte prenotazioni vengono inoltre effettuate sotto data. Ci sono molte strutture nel territorio provinciale senese che potrebbero chiudere per i mesi invernali”. 
Tornando alla classifica dell’Unione consumatori, Siena non compare invece nella top ten nazionale nelle classifiche degli aumenti che concernono le assicurazioni (prima è Padova, seconda è Firenze, poi Trieste), né per i servizi finanziari (in vetta Bolzano, Trento e Aosta), né per i servizi ospedalieri (sul podio ci sono Piacenza, Ravenna e Brindisi) e nemmeno per il servizio idrico (nelle prime tre posizioni ci sono Bolzano, Verona e Terni). Mentre Siena ricompare nella top ten nella statistica che indica i rincari relativi all’assistenza sociale: è quarta con un +5,2% registrato ad agosto rispetto al mese di luglio. Nelle prime tre posizioni ci sono invece Pordenone, Cosenza e Roma.