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Siena, presunto stupro di gruppo: ok all'abbreviato per Portanova e lo zio Langella. Offerto risarcimento alla ragazza

Claudio Coli
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Saranno giudicati con rito abbreviato Manolo Portanova e lo zio Alessio Langella, due dei quattro ragazzi accusati del presunto stupro di gruppo di una studentessa dell'Università di Siena, che sarebbe avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 maggio 2021 in una casa nel centro. Ieri al Tribunale di Siena, di fronte al gup Ilaria Cornetti, si è tenuta l'udienza di richiesta dei riti, con le difese di Portanova e Langella (in capo rispettivamente agli avvocati Gabriele Bordoni ed Alessandro Betti) che come già anticipato hanno fatto richiesta per un abbreviato “secco”, a differenza della difesa di Alessandro Cappiello, che ha confermato invece di voler andare avanti per l'udienza preliminare. “Ma tengo aperte le porte a un'eventuale abbreviato” ha ammesso l'avvocato Antonio Voce, che lo può richiedere entro la fine dell'udienza filtro. Nel corso della quale è stato prodotto altro materiale probatorio, da parte della difesa di Portanova, relativo a contenuti provenienti da Instagram, connesso a un profilo personale della presunta vittima.

 

 

Il giudice, accordando la richiesta di abbreviato, ha fissato al 22 febbraio 2023 l'udienza per la discussione degli abbreviati e della terza posizione: una giornata che si prospetta molto lunga e densa, entro la quale dovrebbe giungere il verdetto del tribunale senese, per due, e l'eventuale rinvio a giudizio per il terzo accusato. La situazione del quarto, un minore al tempo dei fatti, e al momento in mano al tribunale dei minorenni, resta congelata in attesa degli sviluppi senesi. La grande novità di ieri è stata rappresentata però dall'offerta, formulata in aula dalle difese di Portanova-Langella, di un risarcimento nei confronti della giovane parte offesa.

 

 

Un ristoro in denaro ma dalla valenza morale, che però i rappresentanti della studentessa hanno rifiutato in prima istanza. “Abbiamo detto di no – conferma l'avvocato Claudia Bini, dell'associazione Donna Chiama Donna – il legale della ragazza (Jacopo Meini, ndr) ne riparlerà con la cliente ma è improbabile che ci possa essere un ripensamento”.
La scelta dei difensori di proporre un risarcimento, in ogni caso, come spiegato, esulava dall'esito del procedimento: “Manolo per primo e Alessio poi hanno dato conto di un profondo e sincero dispiacere come ragazzi verso una loro coetanea, per quello che lei avrebbe potuto recuperare di negativo da questo storia – sottolinea l'avvocato Gabriele Bordoni - indipendentemente dal fatto che siano censurabili alla stregua dei capi di imputazione. C'è la condivisione di un dolore tra giovani, è un gesto doveroso concreto, sono ragazzi leali”. "È evidente – ancora Bordoni - che al di là delle responsabilità sulla sofferenza, che viene ricondotta a un contesto in cui loro erano presenti, per il solo fatto che quella sera si doveva concludere in modo gioviale ma è andata in ben altre direzioni e ne è stato ricavato un dolore, io cerco di corrisponderlo su un piano pragmatico, reale” prosegue il legale.
“La richiesta di rito abbreviato era il nostro orizzonte – ha concluso l'avvocato Bordoni – e abbiamo depositato una serie di documenti utili a capire una vicenda che va compresa nei dettagli, che fanno la verità. Non dobbiamo stare alla grossolanità del racconto, va verificato in tutte le sue sfaccettature. La scelta del giudice sarà impegnativa”. “Sono fiducioso – è la chiosa dell'avvocato Betti – dovremo discutere sul punto, non è al centro la questione del fatto in sè, che si è verificato con quelle coordinate, vanno valutati piuttosto i risvolti psicologici, il tema centrale sarà quello legato al dissenso, consenso, esplicito o non espresso”.