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Siena, caso Rossi. La commissione: "Indagare su questioni aperte”

Aldo Tani
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Il non fatto sovrasta quasi le azioni portate a termine. Tante, a giudicare dalla relazione che ha posto termine alla commissione che ha indagato per 14 mesi sulla morte di David Rossi. Il documento, 138 pagine, si conclude proprio con tutti i progetti saltati a causa della fine anticipata della legislatura. “Nonostante l’impegno profuso, la prematura conclusione della legislatura non ha consentito di porre in essere alcune attività, che avrebbero consentito di arricchire in maniera significativa il corredo probatorio”, viene sottolineato nel testo. Tra le prove non svolte, l’esperimento giudiziale, con l’organismo parlamentare che si sarebbe dovuto recare a Siena a settembre, nuove audizioni (come quella del medico legale Mario Gabbrielli) e altri accertamenti venuti meno. A mancare è anche un giudizio definitivo da parte dei commissari, che come hanno fatto in questo anno e mezzo, non hanno detto come sia morto il manager. Se i dubbi sul pregresso emergono in più parti, e in questo caso la commissione non l’ha mai nascosto, viene comunque dato risalto al lavoro dei carabinieri, “la cosiddetta ‘maxi-perizia’, un punto fermo, di fondamentale valore sia per l’inchiesta parlamentare ormai conclusa, sia per i seguiti che potranno eventualmente aversi nelle competenti sedi”. Per gli uomini dell’Arma il decesso del manager sarebbe dovuto a un gesto volontario, pur nella difficoltà di chiarire tutte le zone d’ombra. “I periti medici legali della Commissione – viene comunque precisato nel documento - hanno rilevato però che non tutte le lesioni riscontrate sul corpo di David Rossi sono riconducibili alla precipitazione e all’impatto al suolo”. 

 

 

Nella relazione, tuttavia, si evidenzia che “David Rossi - qualora fosse stato tempestivamente soccorso durante i primi momenti di una agonia durata ben 20 minuti - sarebbe potuto rimanere in vita”. Sull’ultimo passaggio della commissione pesa la spaccatura emersa in sede di voto. Il Pd e Leu non hanno partecipato, incrinando quella sintonia registrata sin dal primo giorno. Gli esponenti Dem, Andrea Rossi, Marco Lacarra e Susanna Cenni, hanno motivato questa decisione adducendo “ragioni formali”: “Il testo redatto dai consulenti, arrivato nella sua ultima versione solo questa notte, è certamente un buon lavoro redazionale che tiene conto delle audizioni e delle acquisizioni documentali della commissione. Ma è un lavoro dei consulenti, e non dei commissari, per queste ragioni abbiamo chiesto in ufficio di presidenza la possibilità di un tempo per integrarlo e completarlo, con gli ulteriori contributi dei commissari”. Puntuale la replica del presidente Pierantonio Zanettin, che aveva auspicato una condivisione totale: “Sono soddisfatto del lavoro svolto, ci sono stati i complimenti dei capigruppo e si è registrata pressoché l’unanimità: spiace che il Pd non abbia votato la relazione. Io ho sempre sperato si potesse arrivare a una soluzione unanime, non è stato possibile, ma ciò non pregiudica la bontà del lavoro svolto”. Il tempo per prorogare la votazione ci sarebbe stato, perché le commissioni possono andare avanti anche oltre il 25 settembre, fino all’insediamento del nuovo parlamento, previsto per il 13 ottobre. “Pur essendoci qualche precedente (scarso) nella convocazione di Commissioni per deliberare nel tempo compreso tra le elezioni e l’insediamento delle nuove Camere, ci sarebbero potuti essere problemi di numero legale. Non è usuale – ha aggiunto il deputato di Forza Italia - approvare le relazioni dopo che sono state celebrate le nuove elezioni. Per questo gli altri gruppi hanno preferito procedere oggi (ieri, ndr)”. 

 

 

 Il lavoro della commissione potrebbe essere ripreso dalle procure competenti, che potrebbero avvalersi anche delle parti secretate: omesse per mancato nulla osta dei protagonisti nella relazione. “Sono emersi i presupposti affinché si prosegua nella doverosa ricerca della verità – viene evidenziato nel documento - tanto in relazione al tragico evento costituito dalla morte di David Rossi, quanto in relazione alle vicende a essa connesse e collegate, che pure sono emerse”.