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Morte regina Elisabetta, i britannici senesi: "Analogie tra il Palio e la nostra monarchia"

Annalisa Coppolaro
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La scomparsa di Elisabetta II, e l’incoronazione di Charles III a nuovo re del Regno Unito, hanno segnato una svolta epocale per tutti i britannici. Anche per quelli che, malgrado la distanza dalla propria patria di origine, non hanno certo rotto con le proprie tradizioni o la cultura originaria. In questi giorni di cordoglio, i cittadini di sua Maestà residenti nel Senese hanno voluto condividere con il Corriere di Siena le loro emozioni e il loro rapporto con la monarchia. Aperta la strada, altri di loro ci hanno contattato per poter dire la propria, rivelando anche, sorprendentemente, un numero di cose in comune tra il rapporto che Siena ha con la tradizione e la storia e quello che provano in merito i sudditi della Gran Bretagna. 

 

 

“Come i senesi - racconta Russ Thomas, gallese giunto in zona dal 2004 - anche noi crediamo nella continuità, e la monarchia ce la offre. Sono un dirigente della ricerca farmaceutica per un’azienda olandese e distillo gin per Frank e Serafico nel parco dell'Uccellina ad Alberese. Non mi definirei un monarchico, ma sicuramente a me, come alla maggioranza dei britannici, dispiace tanto per la scomparsa della Regina. Era una figura molto speciale e un vero punto di riferimento per tante persone e anche per le istituzioni. Non penso sia possibile spiegare completamente il rapporto di Elisabetta II con il suo popolo, è troppo complesso e molto legato al suo carattere, alla lunga storia del paese e a cosa ha rappresentato come simbolo di continuità. Una cosa non certo identica, ma in qualche modo simile al rapporto tra i senesi e il Palio”. Russ prova a spiegare meglio: “Ridurre questo concetto in poche parole è difficile. Per esempio, come ai senesi, a noi interessa veramente poco l'opinione sulla monarchia di persone che non sono della Gran Bretagna. Un commento negativo e semplicistico di uno straniero può provocare un invito più o meno educato a farsi gli affari propri. Come istituzione, la monarchia sicuramente ha tanti difetti. E' una famiglia e, come è naturale, ci sono persone più o meno simpatiche o competenti. Un problema ovviamente può essere che non sono eletti, ma del resto anche in altri paesi ci sono persone che hanno perso le elezioni ma continuano ad avere impatto sul paese”. La monarchia, oggi come oggi, che valore ha? “E’ un punto di riferimento forte e apolitico, non influenzato dai cicli elettorali, e deve tutelare il popolo. L'esercito, la Royal Navy e la Royal Air Force fanno capo non ai politici, ma direttamente al re o alla regina, rendendo quasi impossibile l'uso dell'esercito contro il popolo e anche un colpo di Stato. Però il monarca non può avere un ruolo attivo nella politica, se non a livello teorico: l'ultimo re che ci ha provato, Carlo I, è stato decapitato. Quindi alla fine la monarchia è un sistema anacronistico e imperfetto, ma per un popolo con questa storia così lunga, come il nostro, in generale funziona. Per fare un esempio, nell'anno della battaglia di Montaperti c'era al trono Enrico III, che era il 20esimo bisnonno di Elisabetta. E il suo 36esimo bisnonno era Alfredo il Grande, divenuto Re nell'871 d.C. Questa sì che è storia”. Su Charles III, però, Russ non si esprime.

 

 

Anche Lesley Erica Smith, da 20 in Italia, fotografa e illustratrice di Londra, sente l’esigenza di evidenziare la tradizione e l'amore per la monarchia. “Personalmente - dice - io sono una grande fan della regina e della monarchia. Per me è la quintessenza del mondo british. Il regno di Elisabeth è stato spettacolare, e guardare la serie tv The Crown di recente, oltre ad avermi fatto tornare indietro alla mia infanzia, ricordando i tanti eventi storici avvenuti mentre crescevo, mi ha anche ribadito quanta importanza la corona ha avuto per il governo, almeno fino alla fine del secolo scorso. Avevo sperato che arrivasse fino a 100 anni, ma secondo me la perdita del marito lo scorso anno l'ha resa molto triste. E' un momento cupo per la Gran Bretagna comunque, perché era molto amata. L'enorme numero di convenuti al recente Giubileo costituisce già una prova di tutto questo e le scene di questi giorni ugualmente”.
E ora? “Mi piacerebbe vedere la monarchia continuare, e capisco anche che questa fa anche molto in tutto il mondo in termini di eventi di beneficenza, buona volontà e anche per tirare sù il morale del popolo. Le nostre ex colonie, come l'Australia, la amavano allo stesso modo”. Charles III? Anche Lesley non si sbilancia.