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Banca Mps, aumenta la fiducia degli investitori. Lovaglio: "Enorme potenziale"

Aldo Tani
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Banca Monte dei Paschi, il biglietto da visita è nella Borsa. Intesa come Piazza Affari, dove lunedì l’istituto di Rocca Salimbeni ha chiuso con un guadagno di oltre il 19%. Il titolo, nel corso della giornata, è stato sospeso più volte per eccesso di rialzo e alla fine è stato scambiato a 36 centesimi per azione: venerdì erano 31. La differenza, sottolineata dalla fiducia degli investitori, sta nelle possibili evoluzioni in merito all’aumento di capitale. La principale riguarda il presunto interesse di Anima Holding, che potrebbe essere disponibile a corrispondere fino a 250 milioni, ovvero il 10% della cifra totale prevista. La componente privata è chiamata a ricapitalizzare per 900 milioni e nell’incertezza dello scenario macro-economico generale, poter contare su tale sostegno è una garanzia significativa. A ciò si aggiunge la sicurezza mostrata dall’ad Luigi Lovaglio, che in una recente intervista a Milano Finanza, ha ribadito le qualità della banca senese. “Mps ha un enorme potenziale e farà emergere in modo risolutivo il proprio valore, fondato su un modello di business a basso assorbimento di capitale e con fondamentali solidi”, ha sottolineato il banchiere.

Poi ha aggiunto: “Ci sono almeno tre buone ragioni per crederci: l’eccellenza del network, con una forte presenza delle filiali su tutto il territorio, la qualità dei ricavi con un livello di commissioni superiore al margine di interesse e una best in class challenger bank, Widiba”. L’operazione deve però tenere in considerazione anche il fattore temporale. Dopo il via libera dell’assemblea degli azionisti, in programma giovedì, il management avrà meno di due mesi di tempo per trovare 800 milioni. Quelli che servono a coprire le uscite di 3.500 persone, garantite attraverso il Fondo di solidarietà. La scadenza è il 12 novembre. Potrebbe entrare in gioco il Tesoro, che con il 64,2 delle azioni, dovrebbe partecipare alla ricapitalizzazione per 1,6 miliardi. Resta da capire se entro quella data sarà effettuata l’intera operazione o se risulterà “scindibile”. Lovaglio, davanti ai soci, potrebbe chiarire questo aspetto.

Sullo sfondo resta sempre il consorzio di garanzia, il pool di soggetti finanziari che si dovrebbe fare carico di eventuale capitale inoptato. Sulla vicenda per il momento restano lontani i fari della politica. Mps è un argomento quasi tabù nelle agende elettorali. A parlarne, e visti i sondaggi favorevoli non è questione di poco conto in chiave futura, Maurizio Leo, consigliere economico di Fratelli d’Italia. “E’ un momento difficile ed è meglio aspettare il nuovo governo – ha sottolineato l’ex parlamentare, interpellato da Bloomberg - Quella del Monte dei Paschi è un’operazione importante, che deve tutelare sia i posti di lavoro sia un asset strategico per l’economia italiana”.