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Siena, l'allarme della Cna: "Aumenti dell'800%, così si rischia il tracollo"

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Fabio Petri

Gennaro Groppa
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“A causa della crisi energetica, la situazione è drammatica in tante filiere, energivore e non solo”. Esprime forte preoccupazione, e non potrebbe essere altrimenti, Fabio Petri, presidente della Cna di Siena, relativamente alle tante e forti difficoltà che quotidianamente le imprese si trovano ad affrontare a causa di costi primari e prezzi delle bollette fortemente cresciuti e ormai non più sostenibili. Il 2022, a causa della guerra in Ucraina e non solo, è stato nero da questo punto di vista. “E’ così – afferma Petri – e la situazione è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo da poco effettuato una riunione con il settore della panetteria, un’altra area produttiva che con l’utilizzo dei forni è a forte consumo energetico e che quindi sta risentendo tanto dell’attuale aggravio di costi in corso. Per rientrare dei maggiori costi che queste attività devono sostenere, per fare un esempio, si dovrebbe vendere il pane, e mi riferisco dunque a un bene primario, a 7 euro al chilo. Se prendiamo in considerazione le filiere produttive, si sono registrati aumenti del 700-800% su base annua. È semplice comprendere che una situazione di questo tipo sia insostenibile".

"Non è pensabile infatti - continua - che il mercato possa assorbire questo tipo di differenza. Gli imprenditori e le varie attività hanno fatto i calcoli e i conti del caso, e lo scenario è ormai chiaro ed evidente. Se non arriveranno aiuti da parte del pubblico, e mi riferisco allo Stato italiano, ai vari Stati dove si registra questa situazione e all’Unione europea, tante aziende rischiano la chiusura. Già nella riunione che abbiamo effettuato venerdì alcune imprese hanno affermato che a ottobre potrebbero ricorrere alla cassa integrazione. Mentre altre hanno già chiuso, mandando circolari ai propri dipendenti. Ma i numeri delle chiusure già avvenute sono minimali rispetto a ciò che potrebbe avvenire da ottobre in avanti. Si rischia il tracollo”.

La preoccupazione è grande, anche perché le possibili soluzioni dipendono da enti nazionali o sovranazionali, non certo locali o territoriali, e quindi passano sopra la testa di tanti: “La partita del tetto del gas – commenta il presidente della Cna di Siena – è fondamentale, così come il fatto che si debba lottare contro la speculazione in atto sul prezzo dell’energia. La situazione è ormai esplosa, con aumenti inverosimili e insopportabili. Sappiamo bene che sono necessari interventi generali, una situazione simile si risolve a livelli alti. Serve senso di responsabilità da parte del settore pubblico e da parte di tutti, senza aiuti e sostegni può esserci una catastrofe con la chiusura di moltissime imprese. Noi, per quanto ci riguarda, facciamo la nostra parte ed effettuiamo riunioni di continuo, parlando, discutendo e confrontandoci per capire cosa è possibile fare. D’altronde siamo sollecitati da tutte le filiere, questo è un problema che tocca e che riguarda tutti. Le aziende e le attività ci dicono che si deve fare presto per trovare delle soluzioni. Servono incentivi per superare la nottata”.