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Caro-bollette, la Uisp di Siena: "Rischio chiusura per le piscine. In un mese persi 100 mila euro"

Martina Ciliani
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“In un mese persi 100 mila euro. Se il gas aumenterà, come sembra, fino all'800% chiuderanno tutte le piscine”. Così Simone Pacciani, presidente piscine Uisp Siena lancia l'allarme sulla tenuta degli impianti natatori a Siena con Acquacalda e Piazza Amendola, a Montepulciano Stazione e ad Abbadia San Salvatore. Il caro-bollette, con gli incrementi vertiginosi al prezzo del gas e i livelli record dell'elettricità (oltre dieci volte le cifre dello scorso anno) non dà tregua alle strutture energivore come le piscine. Si aggrava poi lo scenario in vista del grande freddo.

 

 

“Stiamo navigando a vista per capire cosa succederà – dice Pacciani - Dopo due anni di Covid eravamo riusciti a trovare un equilibrio razionalizzando, cercando di fare economia in larga scala pur non riprendendoci mai. Ora gli aumenti in bolletta sono impressionanti. Già a febbraio, marzo, aprile di quest'anno registravamo una pericolosa salita dei prezzi ma la situazione non è nemmeno paragonabile a quella odierna: da un complessivo costo di 60mila euro siamo passati a 200mila euro per due o tre mesi di consumo”. I prezzi, più che raddoppiati, sono destinati ad accrescere ed angoscia la chiusura di molte strutture da qui al breve periodo: “Ci preoccupa l'inverno, visto che le proiezioni parlano di rincari fino all'800%. Se verranno confermati, non sarà più possibile tenere aperti gli impianti, anzi chiuderemo tutti. Per noi il costo del gas è devastante così per il riscaldamento degli ambienti e dell'acqua che va tenuta sempre a 28 gradi, non potremo più permetterci di spendere in questa misura. Al contempo, dopo il Covid non abbiamo registrato la tanto attesa ripresa. Attualmente, infatti, lavoriamo all'80% perché le persone non sono più tornate alle abitudini di prima. Gli ingressi dunque sono ridotti ma continuiamo a spendere al 200%. Pur cercando di limitare i consumi non ce la facciamo”.

 

 

La situazione è già al collasso: “Alcuni miei colleghi hanno deciso di ridurre l'orario di apertura, altri stanno già dicendo che non riapriranno. Tuttavia, se il prospetto sarà come annunciato e non ci saranno interventi, a quel punto verranno chiusi tutti gli impianti. Per ora teniamo le stesse tariffe ma vedremo cosa accadrà. Non si può pensare che le piscine siano in grado di sostenere tali costi pur tenendo intatte le tariffe ma il problema è alla base. Se gli impianti natatori sono visti come un bene sociale, importanti luoghi per la collettività, è necessario che vengano garantiti. Ma dov'è lo Stato? Non hanno mai fatto niente per aiutarci, figuriamoci i ristori. Sarebbe giusto, piuttosto, che ci fosse una valutazione sugli impianti di interesse pubblico e che il governo si prendesse carico delle extra spese del gas, perché quando abbiamo fatto il bando per prendere in gestione le strutture, il piano economico finanziario era un altro. Se adesso il gas costa di più i conti non tornano".