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Siena, caro gas: "A scuola ipotesi orario ridotto". Presidi alle prese tra norme anti Covid e crisi energetica

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Martina Ciliani
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La scuola riparte tra crisi energetica e allentamento delle misure anti-Covid. Per gli studenti di Siena si avvicina il tanto atteso ritorno tra i banchi in un periodo molto complesso. Il 15 settembre, in tutta la Toscana e dunque anche nelle scuole senesi suonerà la prima campanella di un anno scolastico che somiglierà molto a quello pre pandemia ma in fondo, senza mai abbassare le difese sul contagio. Nei giorni scorsi infatti il Ministero dell'Istruzione ha approvato e diramato agli istituti scolastici un vademecum illustrativo riguardante le indicazioni per il ritorno a scuola. In sintesi per accedere ai locali scolastici non è prevista alcuna forma di controllo preventivo di misurazione della febbre. Si starà comunque a casa con oltre 37,5 di febbre, con test Covid positivo e con chiara manifestazione compatibile con l'infezione (tosse, raffreddore, vomito, diarrea, perdita del gusto, dell'olfatto o cefalea intensa). Si potrà rientrare dopo la positività con un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo. Scompare la dad e niente più mascherina obbligatoria.

 

 

“Da oggi (ieri, ndr) sono ripartite le attività scolastiche – dice Luca Guerranti, dirigente scolastico degli Istituti Caselli, Marconi e Monna Agnese – sono ritornati i banchi a coppie ed è ripresa la socialità, dobbiamo allora tenere alta l'attenzione”. Precauzione rimane la parola d'ordine, a partire dall'areazione per garantire il ricircolo dell'aria all'interno delle aule. Ma un problema permane: “Come faremo d'inverno con i termosifoni accesi? Dobbiamo risparmiare sul riscaldamento, specialmente in questo periodo di crisi”. Il caro energia allora accende il dibattito anche nelle scuole. “Basterebbe – pensa Guerranti – mantenere i termostati ad una temperatura fissa, 18 gradi sono più che sufficienti. Purtroppo il riscaldamento è centralizzato e gestito da una ditta esterna, non possiamo intervenire”. Accanto alla questione energetica, ritorna poi il problema trasporti: “La Regione deve trovare le risorse necessarie per potenziare la flotta: più corse per evitare episodi di sovraffollamento e rischiare il diffondersi del contagio”. L'esperienza del Covid, specialmente nei periodi più complessi, ha di fatto segnato un cambiamento nel modo di “fare scuola”. “Faremo le stesse attività che svolgevamo in tempo pre pandemico ma nulla tornerà come prima. Lo faremo con accortezze maggiori per scongiurare la risalita dei casi”. Intanto, torna in agenda il tema della carenza del personale per la copertura di tutte le cattedre. In provincia di Siena mancherebbero all'appello ancora 100 cattedre da assegnare a personale di ruolo e 186 collaboratori scolastici. “Le cattedre si stanno riempiendo piano piano – spiega Guerranti – speriamo di coprire i posti quanto prima ma devo dire che oggi (ieri, ndr) sono arrivati molti docenti, è ancora un quadro fluido”.

 

 

A parlarne è stata anche Nadia Riguccini, dirigente scolastico dell'Istituto tecnico agrario: “Manca ancora qualche docente di ruolo ma non dipende da noi. L'assegnazione dei ruoli e le graduatorie sono di competenza scolastica territoriale. Bisogna capire quali sono le classi di concorso mancanti perché alcuni test si sono conclusi solo a fine agosto, potrebbero esserci dei ritardi da parte degli uffici scolastici per la compilazione dei punteggi. Sarà questione di giorni anche perché si dovranno poi stabilire gli incarichi per le supplenze. Siamo felici però di ripartire sotto queste modalità – aggiunge Riguccini - le linee guida del vademecum sono abbastanza flessibili e ci permettono di fare qualche adattamento. Ad esempio, abbiamo pensato di dividere le classi in gruppi che si alterneranno all'interno dei laboratori, visto che gli spazi sono abbastanza ridotti. Questa come altre accortezze ci consentiranno di mantenere il giusto distanziamento. Mi auguro possa essere un anno totalmente in presenza, con la ripresa dei progetti e delle attività dell'offerta formativa, con le uscite, la socializzazione e tutte le esperienze che coinvolgono gli studenti”. Normalità sì ma anche prudenza è linea condivisa da Floriana Buonocore, dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo Federigo Tozzi: “Ci atteniamo alle linee guida emanate dal Ministero grazie alle quali possiamo ripristinare le tante attività, anche quelle extrascolastiche, di cui il nostro istituto è ricco. Ripartiamo allora sperando di non dover tornare indietro perché sarebbe uno schiaffo alla scuola visto che durante l'estate c'è stato il via libera alla piena socialità". Sui problemi energetici invece: “Molti hanno parlato di settimana corta per contenere i costi, per noi è già così visto che anche per le medie la scuola rimane chiusa nel weekend. Il dramma sarà tenere aperte le finestre d'inverno, faremo lezione con i piumini – ironizza la Buonocore – è necessario che sulla questione il governo si inventi qualcos'altro per risparmiare”.