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Palio di Siena, Tittia firma anche il record della Piazza: "Violenta da Clodia volava"

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Giovanni Atzeni ha fatto poker. Tittia nel Leocorno con Violenta da Clodia ha conquistato il suo quarto Palio consecutivo, un’impresa da grandissimi nella storia della Festa senese. E, poi, sono già nove i trionfi nella conchiglia senese per il fantino sardo-tedesco. Con la cavalla allenata da Massimo Milani Atzeni è riuscito anche a fare il record della pista, battendo quello che era un primato che comunque gli apparteneva già dato che il miglior tempo precedente lo aveva fatto segnare sempre Tittia nell’agosto del 2015 vincendo nella Selva con Polonski. Atzeni è in questo momento il dominatore della Piazza. Ma non sembra sazio o appagato. Tittia guarda già a prossimi obiettivi e traguardi e sogna di poter conquistare la decima vittoria in Piazza del Campo.

 

 


Giovanni Atzeni, che notte è stata quella dopo il suo nono trionfo in Piazza del Campo?
“È stata una notte magica. Provo una grandissima soddisfazione. L’obiettivo che mi ero posto per quest’anno era quello di fare un altro Cappotto, esserci riuscito mi fa stare al settimo cielo”. 
Ha fatto registrare il record della pista con Violenta da Clodia: ci aveva pensato e se ne era accorto?
“Ero convinto di avere fatto segnare un tempo esagerato. Avevo fatto una scommessa sul tempo esatto e ci avevo azzeccato, avevo indovinato”.
Eppure lei sembrava in assoluto controllo e pareva che dal secondo giro in avanti non avesse neppure spinto al massimo delle possibilità.
“Violenta da Clodia è una cavalla talmente generosa che ha comunque spinto tanto e che dà sempre tutto. Sì, forse potevamo fare un tempo ancora migliore, chi lo sa. La cavalla era fresca, non aveva corso il Palio di luglio. Il posto al canape è stato buono, la partenza è stata pulita. Poi Violenta da Clodia letteralmente volava”. 
In questo momento dà l’impressione di fare tutto con la massima naturalezza possibile, quasi con semplicità.
Io cerco di fare il mio lavoro nel miglior modo possibile. Sicuramente vincere aiuta a vincere. In questo periodo ho certamente una buonissima forma fisica e mentale e voglio sfruttare il momento. Quando sei tranquillo le cose arrivano quasi da sole”.
Violenta da Clodia era la cavalla che lei preferiva in questo lotto?
“Guardi, c’erano anche altri nomi importanti. A mio avviso c’erano almeno tre cavalli di primissimo livello. È stata la situazione che mi ha portato a fare la scelta. L’istinto mi ha consigliato di prendere questa strada”.
I tre cavalli di primissimo livello ai quali si riferisce sono Violenta da Clodia, Remorex e Viso d’Angelo?
“Sì, sono loro. Su Violenta da Clodia poteva esserci qualche dubbio relativamente a come poteva comportarsi tra i canapi. Ne ho parlato anche con il suo allenatore Massimo Milani. E alla fine nei quattro giorni è stata molto tranquilla, anzi prova dopo prova si è sempre più rilassata. Prendeva bene tutte le mosse, anzi sono stato anche un po’ nascosto anche perché mi ero reso conto che la cavalla era strapronta”.
Sicuramente però non poteva immaginare di riuscire a dominare il Palio come ha poi effettivamente fatto.
“No, certo. Ma sapevo che se azzeccavamo la partenza potevamo certamente provare a vincere. Violenta andava fortissimo, l’avevo visto. La cavalla è veloce, si trattava anche di guidarla nel modo giusto. Galoppava in maniera tanto potente, c’era da fare attenzione ad evitare eventuali scivoloni”.
E così ha raggiunto il suo terzo Cappotto personale in carriera.
“Nella mia carriera non mi sono mai fermato. Sono a Siena da venti anni e ho sempre cercato di dare il massimo. Quando raggiungo un obiettivo cerco sempre di pormene subito un altro. Non mi sento mai appagato”. 
Ora l’obiettivo che si pone è quello di conquistare la decima vittoria in Piazza del Campo?
“Certamente”.
Era preoccupato della rivale che ha montato Massimo Columbu?
“Mi auguravo che, come dice il proverbio, ‘una volta corre il cane e una volta corre la lepre’. Poi speravo che avessimo posti al canape lontani perché in quel modo sarebbe stato più complicato fare un ‘Palio contro’ importante. Tranquilli comunque non lo si è mai”.
A chi dedica questo trionfo? “Alla contrada del Leocorno. Ci sono tre capitani che voglio ricordare: Luigi Fumi Cambi Gado mi ha montato in un momento non semplice della mia carriera, con Bruno Mazzuoli ho sempre avuto un buonissimo rapporto. E ovviamente Massimo Bari. La dedica va poi sicuramente alla mia famiglia. E anche a me stesso: ho lavorato tanto e mi merito questa gioia”.