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Siena, il comandante Magnanelli: "Palio e Municipale, legame stretto"

Marco Decandia
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Sono giorni frenetici per la polizia municipale di Siena, tra aumento del traffico per la crescita dei flussi turistici, i locali pubblici da tenere sotto controllo perché la voglia di fare tardi non degeneri in qualcosa di sbagliato, l’imminente appuntamento con il Palio e, come ultimo ingrediente, la recente ordinanza del Comune per recuperare il parco fuori Porta San Marco, che era diventato un dormitorio per immigrati pakistani, facendo alzare la tensione con i residenti. L’analisi del momento da parte del comandante Marco Manganelli parte proprio da quest’ultima piega. “Coloro che occupavano quella zona - racconta, - da quando è entrata in vigore la nuova disposizione, hanno avuto un primo approccio di vicinanza da parte nostra, che abbiamo dato le giuste indicazioni a persone che, non leggendo i giornali, non erano al corrente di ciò che è successo. Dopo i primi due o tre giorni in cui è stata seguita questa linea, dall’inizio della settimana abbiamo l’ausilio di una mediatrice culturale che, esprimendosi nella loro lingua, ha fatto comprendere le cose comunicando quali sono le regole che siamo chiamati a far rispettare”.

 


 

Che riscontri hanno avuto queste due fasi?
Ho notato una buona risposta. L’area è tornata a una certa normalità, anche se i senzatetto, nello spostarsi, hanno l’esigenza di rimanere il più possibile nei pressi di via delle Sperandie, dove sono gli uffici della Questura che possono permettere loro di rimanere in modo legittimo sul territorio italiano.
Sulle panchine e nell’area giochi non ci dorme più nessuno?
No. Hanno tutti recepito che gli spazi possono essere utilizzati anche da loro per sedersi o riposare, ma non in altri modi, nel rispetto di tutti i frequentatori, che sono in prevalenza bambini e persone anziane. Mi sento di dire che la criticità si è molto attenuata. Non è interamente risolta perché il problema dell’immigrazione è complesso e non facile da affrontare, però si può essere moderatamente soddisfatti grazie all’impegno di tutti gli attori coinvolti come la Municipale, ovvero le altre forze dell’ordine, la Caritas, il volontariato.
Lo sforzo che, come corpo, state facendo in questa direzione non rischia di allentare l’attenzione in altri ambiti sensibili del periodo estivo, come il controllo sui locali pubblici e la gestione dei flussi turistici?
Stiamo cercando di non sacrificare le altre attività, ma un cedimento ci può essere. Qualche giorno fa siamo intervenuti per l’incendio nella zona di Porta Laterina, poi siamo stati chiamati sui luoghi di alcuni incidenti, e magari in quei frangenti di urgenza qualcosa può essere rimasto indietro. Facciamo di tutto per limitare, o meglio ancora azzerare, le potenziali criticità attraverso turni di servizio anche serali.

 

 

All’orizzonte ci sono ulteriori impegni legati al Palio…
Finora abbiamo retto botta, certo adesso dovremo aggiustare il tiro perché non sarà possibile avere un impegno da parte di tutto il personale 24 ore su 24. Ce la metteremo tutta per dimostrare la nostra professionalità e l’attaccamento alla città. A luglio abbiamo ricominciato a calpestare il tufo incontrando quelle piccole difficoltà che può avere un veicolo quando resta fermo per due anni. L’impegno che ci abbiamo messo è stato importante, per tanti agenti, ma anche ufficiali del corpo, era la prima esperienza con la nostra Festa, che è bellissima ma ha tante sfaccettature e regole non scritte.
E’ corretto dire che occorre autorità, ma anche capacità di adeguarsi al momento e magari essere meno rigidi se le circostanze lo richiedono?
Siamo pubblici ufficiali, ma anche senesi. Ce la siamo cavata bene e per l’appuntamento di agosto saremo ancora più pronti per fare meglio.
La presenza della Municipale è fortemente legata al Palio. Lo avvertite?
Eccome. Basti pensare che il vigile che porta la busta al mossiere, e sono orgoglioso di usare il termine vigile, riesce a far calare il silenzio più totale ammutolendo 15 mila persone simultaneamente. E’ singolare, no? Come lo è il dato di fatto che l’ultimo ad avere un contatto diretto con il fantino prima della corsa è ancora un vigile: quello che consegna il nerbo all’uscita dall’Entrone. Questi due esempi sono lampanti di come la polizia municipale sia vicina al Palio.