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Piancastagnaio, la notte delle bandiere fa sognare il paese: "La nostra ripartenza"

Giuseppe Sani (Foto Gabriele Forti)
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Con la notte delle bandiere si è aperta ufficialmente a Piancastagnaio, in provincia di Siena, la stagione paliesca. Nella splendida cornice della piazza dell’Orologio si sono vissute emozioni che per ben due anni sono rimaste soffocate dal virus che ha cambiato radicalmente le abitudini e i comportamenti dei contradaioli. Tanti i cittadini che hanno voluto partecipare a questo avvenimento che coinvolge per la particolare scenografia e che cambia repentinamente mano a mano che le bandiere iniziano a tappezzare le vie, fino ad allora disadorne e prive di identità che i colori vivaci della tela riescono a illuminare e a dare il segno di appartenenza. Piazza dell’Orologio è storicamente territorio neutro e in essa confluiscono le quattro contrade di Borgo, Castello, Coro e Voltaia. La notte del primo agosto ogni contrada viene chiamata dal Rettore del Magistrato delle contrade a svolgere il passaggio delle consegne dal priore, che regge le sorti durante tutto l’anno, al capitano, al quale sono demandate le strategie e i contatti per vincere il palio. E questo rito, seppure condizionato dall’inconveniente tecnico del non mancato funzionamento dell’impianto fonico che impediva alla gente presente in gran numero di ascoltare le parole del rettore e del sindaco, è stato ripetuto per quattro volte.

Il capitano, dopo avere ricevuto la bandiera che il difensore ha passato al priore, l’ha posta all’angolo della via di appartenenza e così hanno iniziato ad addobbare tutti i territori. Per Borgo erano presenti il priore, Simone Visconti, il capitano Antonio Angelini e il difensore Alberto Fuso; per Castello, il priore Claudio Renai, il capitano Michele Santelli e il difensore Roberto Rossetti; per Coro il priore Lorenzo Vagnoli, il capitano Alessandro Vinciarelli e il difensore Simone Renai: per Voltaia il priore Valentina Menchini, il capitano Matteo Bocchi e il difensore Piero Rosati. Tutti hanno tenuto a sottolineare il significato di questo evento perché la bandiera è l’identità di un popolo, intorno a essa si vivono sentimenti ed emozioni che vanno dal pianto alla gioia a seconda che si vinca o perda il palio. E l’oltraggio alla bandiera è punito dal regolamento del palio e persino i piccoli contradaioli vengono educati al rispetto e al valore di questo oggetto.

"E’ la sera del pathos più alto, in cui le contrade ritornano in piazza - ha detto l’emozionato Rettore del Magistrato, Paolo Bruni, alla sua prima apparizione ufficiale - Ognuna delle vostre contrade avrà le sue belle aspettative che sono state soffuse da questi inconvenienti tecnici. Io sono contento del fatto che le contrade sono ritornate nell’antica piazza del Comune, sono orgoglioso di essere qui, sono orgoglioso di voi, noi ci siamo e ci ritorneremo il 18 agosto. Siamo pronti per un palio che ci ricorderemo per sempre”. “Siete voi, popolo delle contrade - ha proseguito il Rettore – che fate vivere il paese e è importante che siete qui a sostenere i vostri colori”. L’intervento del sindaco, Luigi Vagaggini è stato impostato sulla speranza e sulla solidarietà: “Il mio messaggio – ha esordito il primo cittadino – è di speranza. Vorrei ricordare coloro che, purtroppo, per motivi legati al Covid non sono più qui con noi a gioire per questa nostra festa. Ripartiamo con un pensiero per loro e che la notte delle bandiere possa essere il momento dell’unione e della speranza perché le contrade sono la speranza e la risorsa del paese”.

“Al termine della manifestazione – ha concluso Vagaggini – sarà aperta in via eccezionale, la Rocca Aldobrandesca, dove terremo l’inaugurazione della mostra di Patrizia Almonti, l’artista che ha realizzato il palio non disputato del 2020 e quello del 2022 che ci accingiamo a celebrare”. Adesso è tempo delle prove dei cavalli e delle cene propiziatorie per arrivare al 10 di agosto, quando verrà svelato il Palio della ripartenza, per proseguire il 12 con Asta e Bacchetta e la corsa del 18.