Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Elezioni, Scaramelli: "Letta doveva ricandidarsi a Siena. I leader si devono mettere in gioco. Senza accordo nazionale a rischio l'alleanza per le Comunali"

Gennaro Groppa
  • a
  • a
  • a

Passano i giorni ma un accordo tra Partito democratico e Italia Viva in vista delle prossime elezioni politiche non è ancora stato trovato. Eppure si tratta di due dei più importanti partiti del contesto del centrosinistra italiano in quello che è l’attuale scenario politico nazionale. Al momento Pd e Italia Viva rischiano di andare al voto di settembre e di presentarsi quindi al giudizio degli elettori, separati. Il Pd sta andando avanti per la propria strada e ha chiuso gli accordi di alleanza a livello nazionale con Articolo Uno e Socialisti. La direzione provinciale del Partito democratico ha già indicato la propria proposta di candidatura per il collegio uninominale, che comprende i territori senesi e grossetani: sarà il sindaco di Montalcino ed ex presidente della Provincia di Siena Silvio Franceschelli a correre per poter entrare in Parlamento. “In questo momento Italia Viva si sta ponendo come una forza che ha e che continua ad avere il coraggio delle proprie idee”, commenta Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale della Toscana, già sindaco di Chiusi. Che tuttavia non chiude certo a un’alleanza con il Pd, con cui governa insieme in Regione. E auspica anche che il segretario nazionale del Partito democratico, Enrico Letta, possa tornare a candidarsi nel territorio senese.

Stefano Scaramelli, cosa sta succedendo?

“Ribadisco che noi abbiamo il coraggio delle nostre idee. Lo abbiamo già dimostrato in più occasioni: si pensi a quando abbiamo interrotto il governo Conte mandando a casa Salvini, alla rielezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica e poi alla nascita del governo Draghi. Con questo esecutivo il Pil nazionale è cresciuto e se questo governo avesse proseguito il suo lavoro avrebbe certamente raggiunto altri obiettivi importanti. Dopo quello che è successo noi abbiamo chiesto a tutti coloro che avevano sostenuto quell’esecutivo di andare avanti. Ovviamente non lo abbiamo chiesto agli artefici del disastro, vale a dire Movimento 5 Stelle da una parte e Forza Italia e Lega dall’altra. Poi siamo anche disposti a correre da soli, se così sarà. Ma gli accordi noi li abbiamo sempre rispettati per il bene di una coalizione. Si pensi anche solamente alle elezioni suppletive, dove io ho rinunciato a candidarmi e nelle quali abbiamo sostenuto Enrico Letta. Il nostro sostegno è stato in quella circostanza fondamentale per la sua vittoria e per il suo ritorno in Parlamento. Noi siamo stati leali, coerenti e limpidi. Poi continuiamo a dire che il reddito di cittadinanza va abolito, che i rigassificatori vanno fatti, che si deve pensare a una nuova metodologia nel mondo del lavoro”.

Ci sono partite importanti per il territorio senese che si stanno giocando e si giocheranno anche in Parlamento.

“Mancano gli atti finali relativi al biotecnopolo. L’alta velocità ferroviaria è un altro tema centrale per il territorio. E poi ci sono tutte le azioni per la salvaguardia della Banca Mps. Draghi è un uomo di autorevolezza internazionale, mentre in Parlamento c’è stato chi ha pensato unicamente al proprio tornaconto personale. Draghi è stato l’artefice della ripresa, il leader di uno dei governi più autorevoli in Europa e protagonista anche nella lotta alla volontà di avanzata di Putin. Io mi auguro che si possa costituire un fronte democratico e riformista per le prossime politiche, un fronte di forze liberali come la nostra e sociali”.

Il Pd senese ha già lanciato e ufficializzato la proposta di candidatura di Silvio Franceschelli.

“Dispiace che Enrico Letta non abbia detto di volersi ricandidare a Siena. Questo territorio non deve essere un pullman dove prima si sale e poi si scende. Forse l’attuale collegio pone una sfida più complessa visto che comprende i territori di Siena e Grosseto. Ma un leader deve sempre mettersi in gioco. Comunque queste sono scelte che ovviamente deve fare con il suo partito”.

Ma la candidatura di Franceschelli va intesa come un segnale di chiusura a nuovi accordi?

“Non lo so, può sembrare una fuga in avanti che può andare a chiudere a nuove accordi e alleanze. Ma questa domanda va comunque fatta ai dirigenti del Partito democratico. Loro hanno fatto le loro scelte, noi faremo le nostre. Silvio è un amico, alle elezioni provinciali eravamo insieme, uniti e alleati. Credo comunque che il Parlamento abbia bisogno di forze riformiste come Italia Viva. Se andremo da soli alle politiche nessuno si tirerà indietro dal metterci la faccia se gli verrà chiesto di candidarsi, io in primis”.

Nel tavolo del centrosinistra per le comunali senesi Pd e Italia Viva sono insieme, e c’è anche il Movimento 5 Stelle.

“Quel tavolo va rivisto, quella intesa è tramontata dopo ciò che è successo a livello nazionale. E se alle politiche nazionali Pd e Italia Viva non saranno insieme si rischia di compromettere anche il lavoro fatto insieme su quel tavolo e in vista delle comunali senesi del prossimo anno. Credo che anche a Siena, comunque, dovremo cercare di essere tutti uniti per sconfiggere il centrodestra. Ci sarà tempo per riparlarne, la partita per le comunali ripartirà da ottobre, dopo le elezioni politiche”.

Azione ha già fatto sapere di essere pronta a far parte di un altro schieramento alle comunali, cosa ne pensa?

“Ogni partito fa la sua scelta. In questo momento con Azione stiamo seguendo percorsi differenti e siamo su posizioni piuttosto distanti”.

Qual è il suo auspicio in questo momento?

“Spero che ci sia tanta partecipazione alle elezioni politiche, specie da parte dei giovani. In Regione abbiamo lavorato tanto per i giovani, con finanziamenti per numerosi progetti che sono arrivati anche a tanti Comuni del territorio senese. In questa elezione anche i giovani devono scegliere da che parte stare, se votare e appoggiare chi sostiene la libertà, la democrazia e la pace. Italia Viva lotta per questi principi. Diciamo sì al lavoro e no ai sussidi, sì ai vaccini e alla scienza e no alle paure”.