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Siena, dopo il caos Pronto soccorso, i trasporti pubblici: "Mezzi vecchi, ritardi cronici, obliteratrici rotte e poche pensiline". Autolinee Toscane ammette: "Ereditata situazione disastrosa"

Carlo Pellegrino
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E’ un momento difficile per il trasporto pubblico su gomma, anche in provincia di Siena. L’ingresso di Autolinee Toscane al posto di Mobit è incappato in problemi annosi e non dipendenti dal nuovo gestore, carenza di autisti e mezzi vecchi e non adeguati, e in problemi storici come il Covid e l’aumento dei costi. L’anello debole della catena resta l’utente, che si deve confrontare con i disagi. Come una lettrice che ha contattato il Corriere per parlare della difficile situazione sul Pollicino della linea s54, nel tratto che dal distributore Tamoil di Cerchiaia arriva nel centro storico. Primo problema: l’assenza di una pensilina. “La mattina quando, attorno alle 9, salgo io fa già molto caldo – spiega la donna – e aspettare l’autobus sotto il sole è davvero dura. Anche perché spesso, o quasi sempre, il Pollicino arriva in ritardo, nei casi peggiori salta proprio la corsa. Non c’è nemmeno una panchina sulla quale sedersi. Come è possibile?”. “Problemi ci sono sempre stati – precisa la lettrice – ma nell’ultimo periodo la situazione è ulteriormente peggiorata, sono in servizio pullman ancora più vecchi, risalenti agli anni Novanta, talvolta in condizioni davvero precarie. Sembra di tornare indietro nel tempo”. Altro problema sono le macchinette obliteratrici: “Da almeno un mese in alcuni autobus non funzionano – spiega – a volte sono i conducenti che ci offrono la loro penna per annotare sul biglietto l’orario”. Da queste critiche si salvano proprio i conducenti: “Sono loro i primi a essere in difficoltà, sotto stress per questa situazione così difficile”.

Autolinee Toscane, informata della protesta, fa sapere che le pensiline non dipendono dal gestore. “E’ il Comune di Siena – afferma l’azienda – che deve valutare l’installazione di nuove o il miglioramento di quelle già esistenti”. Sul resto dei disagi Autolinee Toscane non nasconde il periodo complesso. “Come già spiegato negli scorsi mesi – spiega il gestore – la situazione degli autobus che abbiamo ereditato è davvero disastrosa, con pullman vecchi e per i quali in alcuni casi non è più possibile reperire pezzi di ricambio sul mercato. A Siena, peraltro, il parco mezzi non è così vecchio come in altre province: tutto ciò che possiamo fare è proseguire nel nostro programma di rinnovamento della flotta affinché, nelle prossime settimane, arrivino nuovi autobus”.

Altra questione molto delicata è quella del personale. “Non è sufficiente e il Covid non fa che peggiorare un quadro già complesso – spiega Autolinee Toscane – come per gli autobus stiamo mettendo in atto un piano di investimenti per arrivare un organico adeguato e che a Siena prevede un vero e proprio reclutamento tra gli under 30”. Infine il problema delle macchine obliteratrici: “Abbiamo riscontrato che due dei Pollicini impiegati sulla linea s54 avevamo l’obliteratrice non funzionante, quindi faremo un intervento di ripristino”. (foto di archivio, pollicino bruciato a Porta Tufi).